Sicurezza
Superati i cento interventi di chirurgia mini-invasiva per i calcoli alla cistifellea
Il dato si riferisce a fine agosto, nonostante il Covid, da gennaio è aumentata anche l’attività operatoria complessiva dell’ospedale
PIOMBINO. Superato a Villamarina il traguardo nell’utilizzo della chirurgia mini-invasiva. E contemporaneamente risulta aumentata l’attività svolta dalle sale operatorie.
Numeri alla mano, lo afferma la direzione Asl con una nota in cui in prima battuta si legge che il 31 agosto scorso il reparto di chirurgia ha superato la quota delle cento colecistectomie trattate in laparoscopia da gennaio.
«È un traguardo che riempie di soddisfazione me e tutto lo staff – ammette il direttore facente funzione della Chirurgia Generale dell’ospedale Villamarina, Giuseppe Celona – perché si tratta di una cifra importante e mai raggiunta nella storia del reparto. L'attività chirurgica, nonostante le maggiori difficoltà dovute al Covid nell'erogazione delle prestazioni, non ha subito flessioni. Anzi, – sottolinea il direttore del reparto – in confronto allo stesso periodo del 2020 si è registrato un incremento del 21 per cento degli interventi effettuati che sono stati complessivamente 495».
«Fra tutti questi – continua Celona – spiccano proprio le cento colecistectomie laparoscopiche che abbiamo praticato ».
Ma di cosa si tratta? Parliamo dell'intervento chirurgico mini-invasivo più diffuso e numericamente rilevante nell'ambito della chirurgia addominale, in quanto consente di trattare chirurgicamente la calcolosi della colecisti, una delle malattie dell'apparato digerente tra le più comuni.
«Nella nostra casistica – prosegue il chirurgo - per la rimozione della colecisti sono compresi sia gli interventi programmati sia quelli eseguiti in urgenza, una possibilità quest’ultima, che qualifica ulteriormente il nostro centro. In generale si è registrato un netto incremento di tutta l'attività di chirurgia laparoscopica, compresa la chirurgia colon-rettale, anche per tumori e la chirurgia della parete addominale come ernie o laparoceli. Di pari passo è andato un utilizzo più intenso delle sale operatorie, il cui tasso di occupazione nei primi mesi dell'anno da parte della Chirurgia è stato pari in media al 92 per cento, con punte mensili che hanno superato il 95 per cento».
«L'assunzione a tempo indeterminato, nei primi mesi dell'anno, di un numero congruo alle necessità di chirurghi, giovani, molto preparati, capaci ed entusiasti – conclude Giuseppe Celona – si è rilevata la condizione necessaria per il raggiungimento di questi risultati. E rappresenta contemporaneamente un fattore di fiducia per il potenziamento dell’offerta chirurgica che può essere garantita dall'ospedale di Piombino».
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