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portoferraio 

Dal Comune 15mila euro a Villa delle Grotte per la gestione del sito

L. C.
Dal Comune 15mila euro a Villa delle Grotte per la gestione del sito

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portoferraio. La giunta Zini ha concesso un contributo pari a 15mila euro alla fondazione della Villa romana delle Grotte per l’apertura, gestione e manutenzione del sito archeologico per l’anno corrente.

L’amministrazione comunale ha riconosciuto le varie attività, ricerche e incontri che qui si organizzano, quali le partecipazione alle Notti dell’Archeologia, il coinvolgimento degli studenti elbani, la certificazione del sito Unicef e, recentemente, la realizzazione di un baby pit-stop, oltre allapossibilità di un ulteriore recupero archeologico di reperti esistenti. Si pensa, per esempio alla Torretta delle Grotte. Ma ciò che ha parlare di sé è stato il rinvenimento di un mosaico. Verso la fine di agosto è iniziato un piccolo cantiere di restauro alla Villa delle Grotte. Il suo scopo era quello di consolidare e proteggere il mosaico scoperto durante la campagna di scavi archeologici nell’autunno del 2020. Nell’iniziativa risultano coinvolti l’università di Siena (sotto la direzione scientifica del docente Franco Cambi), la soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le Province di Pisa e Livorno (con il contributo di Lorella Alderighi) e la Fondazione Villa romana delle Grotte con la sua presidentessa Cecilia Pacini. «Gli scavi hanno portato in luce – si legge nel comunicato della fondazione – un’ampia porzione di tessellato monocromo, di colore scuro, delimitato da una doppia fila di tessere di colore bianco, che impreziosiva uno degli ambienti delle terme della villa, interpretabile come apodyterium (spogliatoio): questo ambiente, dotato di tre finestre scenograficamente aperte sulla rada di Portoferraio, doveva essere molto luminoso e giustificare così il colore scuro e austero scelto per la sua decorazione». Il mosaico era già stato individuato da Giorgio Monaco durante la sua campagna di scavi negli anni Sessanta. Poi fu ricoperto di terra per proteggerlo dai danni causati da una prolungata esposizione alle intemperie e dai tentativi di furto, rendendone difficile poi ristabilire la sua esatta collocazione e conservazione. A occuparsi del restauro è Elena Funghini, esperta restauratrice e docente di restauro in materiali archeologici, ceramici, vitrei e metallici presso l’istituto per l’arte e il restauro Palazzo Spinelli di Firenze.

L. C.

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