Il Tirreno

dopo la tragedia nell’allevamento ittico 

«Regole uniformi per la sicurezza dei sub»

Luca Centini
«Regole uniformi per la sicurezza dei sub»

Le imprese subacquee scrivono al comando generale delle Capitanerie: «Il vuoto legislativo deve essere colmato»

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Luca Centini

PIOMBINO. Un piano per omologare tutte le ordinanze delle Capitanerie di porto, almeno nelle parti che riguardano strettamente la sicurezza degli operatori subacquei. È quanto ha chiesto formalmente, con tanto di lettera inviata al comandante generale della guardia costiera Ammiraglio Nicola Carlone, l’Aisi, associazione nazionale imprese subacquee italiane, l’organismo che rappresenta le aziende che operano nel settore dei servizi subacquei professionali per l’industria e la portualità. La richiesta arriva dopo la morte sul lavoro, avvenuta dieci giorni fa, di Giorgio Chiovaro, il subacqueo residente a Donoratico. Il trentanovenne stava lavorando nell’allevamento Civita Ittica al largo della costa di Piombino. Erano in corso le operazioni di cambio reti, un intervento di manutenzione routinario. Il 39enne, secondo le prime ricostruzioni, non era ancora risalito a bordo quando è stato colpito dal motore dell’imbarcazione della stessa azienda ittica per la quale stava lavorando. La Procura, con il contributo della guardia costiera e dell’ispettorato del lavoro dell’Asl, sta indagando per chiarire la dinamica dell’incidente sul lavoro e per individuare eventuali responsabilità. Al momento è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo il titolare dell’azienda Ugo Biasin.

Alla luce di quanto avvenuto l’associazione Aisi torna a puntare il dito contro l’assenza di un quadro normativo uniforme per la sicurezza nel lavoro negli specchi acquei che ospitano allevamenti ittici. «Il vuoto legislativo rappresenta un grave vulnus allo sviluppo di questo settore, che necessita di investimenti su apparecchiature, formazione professionale, risorse umane e tecnologie d’avanguardia per essere competitivi in un mercato agguerrito anche dal punto di vista di una legislazione chiara e che sia la base sulla quale costruire aziende qualificate, competenti ed in grado di affrontare le sfide del mercato. Ma senza una legge dello Stato quegli investimenti sono come andare a giocare al casinò. Una scommessa fra giocatori ognuno dei quali si inventa proprie regole oppure contro giocatori che hanno regole ferree e contro le quali non si hanno le carte giuste per sedersi a giocare. E non vi potrà essere alcun sviluppo se gli investitori non dispongono di un profilo certo e delineato da buona prassi poiché leggi e regole certe sono parte integranti dei contratti di appalto e ci acquisizione di commesse».

Nei giorni scorsi la stessa associazione ha ricordato, inoltre, come la Regione Toscana abbia istituito la figura professionale dell’operatore subacqueo inshore. Quello che manca, tuttavia, è una norma che imponga alle aziende del settore di reclutare il personale facendo riferimento a questa tipologia di operatore.

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