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Gentili: «Bisogna educare gli elbani al porta a porta»

Antonella Danesi
Gentili: «Bisogna educare gli elbani al porta a porta»

Il presidente di Esa sull’uso improprio delle isole ecologiche da parte dei residenti «Sono deluso: in tanti non differenziano incuranti del futuro dei loro stessi figli»

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Antonella Danesi

Portoferraio. Sono stati in larga maggioranza gli elbani a conferire nelle isole ecologiche create per facilitare gli ospiti che, al momento della partenza, si trovano alle prese con differenti categorie di rifiuti da smaltire. Invece, come dimostrano le tessere sanitarie inserite, sono stati utilizzati oltre le aspettative dai «residenti che dovrebbero fare la raccolta differenziata porta a porta e che invece incuranti del futuro dei loro figli continuano a non differenziare», sottolinea il presidente di Esa Francesco Gentili dopo le critiche ricevute in questi giorni sulla raccolta porta a porta e i post sui social media che mostrano rifiuti abbandonati e riportano commenti non certo lusinghieri per l’Elba Servizi Ambientali.

«Non nascondo la delusione per i rifiuti abbandonati vicino alle isole ecologiche – commenta Gentili – quale presidente pro tempore di Esa ringrazio tutti quei cittadini, elbani e ospiti, che civilmente ogni giorno seguono le regole del porta a porta. Chiedo la loro collaborazione per educare i nostri vicini che insistono a non differenziare i rifiuti».

La vocazione turistica dell’isola per pochi, ma intensi, giorni la fa sembrare “stretta” a causa dell’immensa affluenza turistica e resta da considerare, fa presente il presidente di Esa, che «alcuni servizi pubblici come quella della raccolta dei rifiuti durante l’eccezionale picco di presenze possono andare in affanno ma resistono grazie agli addetti ai lavori, personale amministrativo, capi area e operatori ecologici, che fanno gli straordinari per tenere pulita l’isola».

«Chi critica il sistema di raccolta porta a porta è libero di farlo – dice Gentili –, ma per onestà intellettuale dovrebbe ricordare quando all’Elba la raccolta dei rifiuti non era differenziata, i cassonetti a bordo strada non erano certo un bel vedere e ai confini dei paesi fiorivano gli abbandoni».

L’imperativo quindi ora è educare a differenziare correttamente e il sistema porta a porta insegna direttamente a casa di ognuno come fare. «Non è una questione di costi economici a piuttosto di costi ambientali futuri, di effetti climatici – sottolinea – quando saremo diventati bravi a differenziare ci potremo permettere di passare ad un sistema di raccolta differenziata diverso, ma per il momento i fatti e i numeri ci dicono che dobbiamo ancora imparare». L’importante è crederci e collaborare tutti. «Ben vengano anche le querelle sui social – dichiara Gentili – ma rendiamole dinamiche, facciamo veramente una buona azione civica, quando vediamo un rifiuto abbandonato adottiamolo e conferiamolo dove dovuto. Una piccola azione che ci farà sentire sicuramente migliori». E invita chi è interessato a partecipare alla selezione ad evidenza pubblica di Esa per la costituzione di quattro graduatorie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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