Addio all’assicuratore che amava il calcio
È morto ieri a 53 anni in seguito a un malore improvviso
PORTOFERRAIO. Un fulmine a ciel sereno è stata la notizia che, dopo le 7 di ieri mattina, si è diffusa a Portoferraio e poi in tutta l’Elba per la morte di Andrea Grillandini (53 anni), avvenuta nell’ospedale dove era stato portato poche ore prima, in seguito a un malore accusato mentre si trovava nella sua casa.
Portoferraiese doc, aveva frequentato le scuole dell’obbligo in città e conseguito il diploma presso l’Itcg Cerboni. Faceva l’assicuratore, per questo motivo era conosciuto in tutta l’Isola che con il suo Suv girava in lunga e in largo. Contava molti amici, socievole ed estroverso, pronto alla risata e alla battuta che regalava il sorriso, era molto ben voluto da tutti. Aveva la passione per il calcio sia a carattere amatoriale quando venivano organizzate partite fra amici allo stadio Lupi, sia a livello di serie A, essendo tifoso della Fiorentina.
Quanto fosse caro agli amici lo dimostrano gli attestati di stima e i commenti sul social all’annuncio della sua morte. Gino Lupi scrive: «Ancora una giovane brava persona se ne è andata, lasciandoci ammutoliti dal dolore». Michele Cirianni, compagno d’infanzia e di studi lo ricorda in alcuni momenti di vita passati insieme, quando si ritiravano al Grigolo perché non avevano voglia di entrare a scuola e seguire le lezioni a Ragioneria: «Avevamo paura che qualcuno ci scoprisse passando di lì. E tu, con quel sorriso disarmante, mi rassicuravi. Ti ricordi delle versioni di inglese, quando aspettavi me e Leonardo per copiare sulle scalette della salita la lezione per casa? Come facevo a dirti di no, con quell’espressione distrutta? Mi facevi preoccupare sempre per la salute. Ma tu, come sempre, mi rispondevi di non preoccuparmi. Ora finalmente hai trovato il riposo che qui non ti sei mai concesso. Ciao, Grillons, ti porterò sempre nel mio cuore».
Elena Maestrini: “Ciao caro compagno di una scuola che non esiste più, di spiccioli messi da parte per la gita di quinta elementare, di fiocchi verdi e rossi, di tanti alberi di natale fatti solo per noi dalla nostra maestra. Ti aspettammo tutti, dopo il tuo incidente, quando cadesti dal muretto, e ti facesti parecchio male, e nonna Vittorina che ci portava sempre tue notizie. Ti voglio ricordare così, spericolato e sorridente».
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