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gli “amici di vittorio” 

«C’è menefreghismo, per una città pulita ora è indispensabile cambiare mentalità»

Sara Chiarei
«C’è menefreghismo, per una città pulita ora è indispensabile cambiare mentalità»

Fabbri: un miracolo che la panchina Big Bench di Calamoresca l’altra notte non abbia preso fuoco. Si tratta di un atto orribile

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Sara Chiarei

PIOMBINO. Quanto accaduto alla “Big Bench” di Calamoresca ha riacceso l’attenzione sui temi del vandalismo e del rispetto ambientale intorno ai quali in realtà non si sono mai realmente spenti i riflettori, specie da parte di associazioni che hanno fatto dell’impegno green verso un mondo ecosostenibile il proprio manifesto.

Roberto Fabbri dell’associazione “Amici di Vittorio”, totalmente focalizzata su questo obiettivo, ci ricorda non solo come sia partita proprio da loro l’idea della mega panchina ma anche come sia da considerare un miracolo il fatto che non sia divampato un vero e proprio incendio. «Come associazione – dice Fabbri – abbiamo presentato in Comune il progetto della panchina che sapevamo stava riscuotendo successo in altre parti d’Italia. L’idea appartiene a un architetto americano trasferitosi nelle Langhe che circa 10 anni fa pensò di posizionare la “Big Bench” in un luogo particolarmente panoramico. Aveva ragione, perché si è già rivelata una vera attrattiva, una sorta di icona, i turisti si scattano foto seduti sulla grande panchina colorata e poi le fanno girare sui social, contribuendo a fare una notevole pubblicità a Piombino. Danneggiarla è stato un gesto orribile e provare a bruciarla una cosa gravissima, perché questi incoscienti hanno rischiato di distruggerla o incendiare l’intero litorale».

L’associazione esiste da un paio di anni e può contare su 10 soci, 300 iscritti, oltre 3.000 persone che seguono le varie attività attraverso le pagine social e deve fare i conti, all’ordine del giorno, col diffuso menefreghismo della gente da combattere con l’arma dell’educazione. «Abbiamo preso in adozione i giardini di via Buozzi – spiega Fabbri – dove abbiamo intenzione di collocare anche giochi per i bambini e opere artistiche con materiale riciclato, vediamo cosa succederà a quel punto. A settembre ripartiremo con i corsi nelle scuole superiori (abbiamo già iniziato a fine anno con le classi quinte Ipsia e Iti) e medie ma intendiamo parlare con il Comune per estendere queste lezioni anche ai bambini delle elementari che apprendono con grande facilità. Vogliamo far capire che il mondo è migliore se più pulito».

L’esperienza degli “Amici di Vittorio” dice che a Piombino manca un po’ di attenzione e rispetto delle regole più basilari come gettare un rifiuto nel cestino. «A volte troviamo una bottiglia per terra quando a 50 metri c’è un contenitore – commenta Fabbri – c’è molto menefreghismo, specie ora con le mascherine la situazione sta diventando insostenibile. Giusto pochi giorni fa ho soccorso un piccione che aveva la mascherina legata alla zampa. Ricordiamoci poi che non sono biodegradabili e il fatto di trovarle abbandonate per strada e persino in mare le rende una fonte inquinante. Se vivi in un luogo degradato continuerai a degradarlo, viceversa l’impegno dei cittadini per tenerlo pulito non è solo importantissimo ma anche virale. Bisogna cambiare la mentalità e occorre che siano proprio i giovani a cambiarla. Ad esempio, sarebbe bello affidare loro un campetto di calcio facendoglielo gestire, curare e pulire. Credo che li responsabilizzerebbe molto».

«Alcuni giorni fa – conclude Fabbri – è arrivato da Foggia un gruppo di scout che ci ha contattati per fare un’iniziativa con noi. Insieme siamo andati ai Diaccioni e abbiamo pulito tutto il percorso fino a Calamoresca raccogliendo moltissimi sacchi di rifiuti, dimostrando un grande entusiasmo». A fine estate l’associazione “Amici di Vittorio” organizzerà delle giornate di pulizia sulle spiagge della Sterpaia.

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