Sicurezza
Fazio saluta il Foresi: da oggi è in pensione Al suo posto c’è Rando
Portoferraio. La pensione ferma il cammino nel mondo della scuola, del dirigente dell’Isis Foresi-Brignetti Enzo Giorgio Fazio. Un preside che ha dovuto gestire oltre 700 studenti e relative famiglie e un robusto organico tra docenti e personale Ata. È stato frequentemente alla ribalta delle cronache per il suo impegno costante teso al progresso formativo dei giovani. Ad esempio fu particolarmente forte l’appello fatto per scuotere la società isolana dicendo di un necessario potenziamento dei corsi di scuola alberghiera, fino a creare un albergo-scuola in grado di garantire forte professionalità ai giovani nel settore trainante dell’Elba.
«All’Elba serve una struttura d’eccellenza, invece mancano anche piatti e pentole», disse al Tirreno. Poi le sue battaglie per abolire i tetti in eternit sui quali si affacciano le aule del Grigolo, sede principale del liceo classico e scientifico Foresi. E molti altri gli impegni di qualità che ha promosso insieme al suo staff, tra cui l’inclusione di detenuti del reclusorio di Porto Azzurro, accolti nelle classi dei cosi alberghieri a Concia di Terra, col progetto europeo “Cooking for freedom”. Altrettanto significativo è stato il progetto inclusivo con la sezione elbana di Exodus di don Mazzi.
Di tutto ciò e di altro si è parlato nell’incontro tenutosi il 30 di agosto al Brignetti, presenti il sindaco Angelo Zini e l’assessore Chiara Marotti per il Comune; Barbara Moradei, Stefano Bagni e Pasquale Bottino per la Provincia; la presidente del Consiglio di istituto Marika Donati, il presidente della Consulta provinciale degli studenti Pietro Gentili, il viticoltore Antonio Arrighi e Alessandra Rando, dirigente del Cerboni che dal primo settembre guiderà il Foresi come reggente.
Fazio ha ringraziato quanti hanno collaborato in questi anni con lui, il personale docente e il personale Ata, gli studenti, le famiglie e anche i numerosi soggetti socioeconomici dell’isola. Ha poi fatto vistare il plesso verificando le varie innovazioni manutenzioni in vista dell’anno nuovo e oltre al ricordo del suo percorso di 7 anni ha lanciato un ulteriore finale appello, sottolineando che ancora si fa sentire nelle scuole la mancanza di una “vera” armonizzazione dell’offerta formativa e degli interventi dai 3 ai 18 anni, insieme ad una debole cultura dell’orientamento, sia nel primo che nel secondo ciclo, e della valutazione. La scuola deve essere un modello di comunità inclusiva dentro un sistema di servizio ai bisogni del Territorio.
Stefano Bramanti
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