Sicurezza
Crisi di panico, apatia e isolamento Diversi casi seri tra i ragazzini
Pubblica assistenza, lo sportello per il disagio giovanile
PIOMBINO. Quest’anno, per il quarto consecutivo, la Fondazione Livorno ha deciso di finanziare un progetto molto importante fortemente voluto dal presidente della Pubblica assistenza di Piombino Anna Tempestini e che finora si è rivelato particolarmente utile.
“Lo sportello di ascolto a scuola” offre a tutti i ragazzi che frequentano le superiori un servizio sicuro che consente di rivolgersi serenamente a un professionista per parlare dei propri problemi, partendo dal presupposto che la scuola è il luogo più idoneo per prevenire il disagio giovanile, purtroppo già presente alle medie. Non mancavano segnali allarmanti già in tempi pre-Covid, ora la pandemia ha complicato ulteriormente le cose. Guendalina Romano (responsabile sociale) e Chiara Raugi seguono in prima persona la situazione insieme alle dottoresse Agnese Cerbai, Giulia Veracini e Martina Benifei. «All’interno dell’istituto Einaudi-Ceccherelli – dice Romano – era già presente uno sportello psicologico finanziato con un contributo esterno ma è stato necessario implementarlo con altre ore svolte da noi, Covid e lockdown hanno causato molti danni. Inoltre, in accordo con la Società della Salute, alcune ore sono state destinate alla scuola secondaria di primo grado dove, nonostante la giovanissima età, si sono riscontrati casi di crisi di ansia e difficoltà a relazionarsi col prossimo. Noi attraverso questi sportelli fungiamo da sentinelle per aiutare i ragazzi e, nei casi più seri, orientarli verso i servizi sociali o uno specialista Asl».
E di casi seri purtroppo, se ne contano in abbondanza stando a quanto descritto dalle dottoresse che parlano di ragazzi spaventati dal contagio, con la tendenza ad isolarsi. Un malessere che si manifesta attraverso disordini alimentari, crisi di panico, nuove dipendenze e persino gravi forme di autolesionismo che fanno temere il peggio. Un simile scenario sarebbe causato da separazioni, violenze domestiche e litigi di varia entità oltre che da una crescente situazione di disagio socio economico. «È chiaro – sottolinea Romano – che tale situazione porta a considerare la scuola come un qualcosa di secondario, al punto che stanno aumentando i casi di abbandono. Molti ragazzi faticano ad arrivare alla terza media. Che il disagio sia una realtà concreta noi della Pubblica assistenza lo abbiamo testato anche con i giardini di via dell’Arsenale che abbiamo in gestione. Siamo stati costretti a chiuderli in certe fasce orarie perché divenuti luogo dove i giovani consumavano droghe o abusavano di alcool».
Una situazione complessa quindi nella quale però l’intervento dello psicologo può rivelarsi di grande aiuto in quanto gli studenti hanno imparato a familiarizzare con questa figura stabilendo un rapporto di fiducia. «I ragazzi hanno a disposizione un numero che possono contattare per fissare un appuntamento a scuola oppure qui, presso la nostra sede in via Giordano Bruno. Sta per ricominciare la scuola ma questo sportello in realtà non si è mai realmente fermato neppure d’estate, chi voleva aveva la possibilità di incontrarsi con lo specialista qui da noi oppure online (come del resto è stato fatto durante la Dad). Ora non vedono più lo psicologo come uno “strizza-cervelli” bensì come una persona amica in grado di ascoltarli sdoganandone finalmente il ruolo».
S.C.
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