Cadavere nell’oliveta, una pista dalle celle telefoniche
Federico Lazzotti
San vincenzo. C’è una pista, per adesso anche l’unica in attesa dei risultati dell’autopsia conclusa ieri sera, per rintracciare chi nella notte tra venerdì e sabato scorso ha abbandonato il cadavere di una donna, coprendolo con un telo azzurro, nell’oliveta a pochi passi dalla fattoria “Ragli e serragli”, tra San Vincenzo e Campiglia. E così cercare di risalire all’identità della vittima che indossava canottiera e pantaloncini corti. E di cui al momento si ipotizza solo l’età: circa trent’anni.
Si tratta del traffico telefonico registrato quella notte nella zona di campagna nel cuore della costa degli Etruschi. I carabinieri del nucleo investigativo dei carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo, stanno infatti esaminando la cella telefonica nella quale è inserito quell’appezzamento di terreno. Partendo da una certezza: il corpo è stato sistemato in quell’arco temporale, altrimenti sarebbe stato scoperto prima.
Lo studio dei tabulati, al momento è ancora in corso. E per arrivare a una pista – conferma chi indaga – servirà anche un po’ di fortuna. A cominciare dalla localizzazione della cella che corrisponde al punto del ritrovamento. È vero che si tratta di un luogo isolato, ma se il perimetro in cui è inserito comprendesse anche l’Aurelia la ricerca sarebbe più complicata poiché il numero di telefoni da analizzare aumenterebbe vorticosamente. Al contrario – e qui entra in campo la fortuna – nel caso corrispondesse alla zona più interna la ricerca sarebbe agevolata visto che si tratta di un tratto poco frequentato da chi non è del posto, in particolare a quelle ore della notte. Ecco dunque che i numeri sospetti da controllare sarebbero molti meno e questo agevolerebbe la ricerca.
C’è poi un altra pista che gli investigatori stanno verificando e riguarda la marca e il modello della coperta con cui la quale chi ha abbandonato il cadavere ha coperto il corpo della donna. Produzione, punti vendita e storia potrebbero dire qualcosa in più sulla provenienza e dunque su chi potrebbe averla acquistata.
Certo è che gli investigatori, per avere alcune certezze in più stanno aspettando i primi risultati dell’autopsia che si è conclusa nel tardo pomeriggio di ieri dal medico legale Damiano Marra e dall’entomologa Valentina Bugelli. L’obiettivo è rispondere ai quesiti del pubblico ministero. Le cause della morte: naturale o magari innescato dall’uso di droghe (il delitto per ora è stato escluso) e attraverso l’analisi degli insetti trovati sulla salma, il momento del decesso che potrebbe risalire anche a una settimana prima. Ecco perché la Procura di Livorno non ha ancora archiviato la possibilità che la vittima sia una dei partecipanti al rave party che si è svolto nei giorni di Ferragosto al confine fra le province di Grosseto e Viterbo.
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