Il Tirreno

L’Acqua cheta del maestro Pietri trampolino per il giovane Bussi

Alberto Zei
L’Acqua cheta del maestro Pietri trampolino per il giovane Bussi

Il pianista elbano tra i protagonisti della serata evento alla Linguella dedicata alle opere del musicista di Sant’Ilario 

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L’intervento

Non poteva esserci un momento migliore all’isola d’Elba per offrire a residenti e turisti presenti un superbo spettacolo musicale rievocativo delle avvincenti operette del maestro Pietri che hanno rappresentato in Italia nella prima metà del secolo scorso anche nel campo musicale, l’epoca del cambiamento e dell’innovazione.

La serata musicale del 20 agosto è stata organizzata tra i due mari alla “punta della Linguella” della medicea Cosmopolis dal Comune di Portoferraio – rappresentato dall’assessore alla Cultura Nadia Mazzei – e dal Club La Boheme di Lucca – con la responsabile artistica delle relazioni esterne del Club Tiziana Criscuoli e la presidente, nonché soprano Silvana Froli. L’amministrazione Zini attraverso il Club Boheme, ha inteso dedicare ai presenti una rievocazione di alcune operette di tipico spirito italiano che il maestro Pietri di Sant’Ilario ha lasciato in eredità al mondo musicale e in particolare, alla sua Isola. Hanno dato forza e vigore alla serata l’altra soprano Elisabetta della Santa e i tenori Davide Piaggio e Fabio Ciardella. L’accompagnamento al piano si è alternato tra il maestro Giovanni Vitali e il novello talento elbano, Matteo Bussi.

La serata con i lavori musicati dal maestro e intervalli recitativi e armonici balletti di rappresentanti di due scuole elbane di ballo è stata improntata in tre parti. Queste sono state: la presentazione della serata illustrata con dovizia di particolari dalla presentatrice; il riferimento storico dei brani musicali, e la rievocazione del crescendo dei consensi anche internazionali al maestro Pietri, attraverso ricorrenti riferimenti alla famiglia e alla sua Isola con filmati, con immagini di luoghi e con foto d’epoca su uno schermo posto sullo sfondo del palcoscenico.

La scelta preferita dei brani musicali è ricaduta soprattutto su “Acqua cheta”: operetta improntata sulla dinamicità degli eventi e degli atteggiamenti mutevoli degli interpreti. Una delle motivazione del successo delle composizioni di Pietri, anche in ambito internazionale, sembra dovuta in modo non indifferente, all’abbandono dei protocolli ricorrenti della classica musica operettistica per meglio accostarsi allo spirito del cambiamento artistico popolare. La scelta del copione del fiorentino Novelli di “L’acqua cheta” ben si adattava alla effervescenza delle composizioni musicali di Pietri, così come la società negli anni tra le due guerre mostrava gradire con la ricerca dell’innovazione. La partecipazione che il maestro esprime dunque ha interessanti aspetti futuristici è forse la più rappresentativa con le varie e dinamiche sfaccettature della sua estrosità creativa. È stata in questa che i due tenori hanno espresso in modo avvincente per la loro immedesimazione artistica e potenza vocale l’uno e per la dolcezza suadente alla Beniamino Gigli l’altro, le note della inconfondibile impronta musicale di Giuseppe Pietri.

Anche “Addio giovinezza” è stata un’operetta rievocativa un po’ per tutti di un’epoca, soprattutto per la gioventù che partecipava alla prima guerra mondiale e il forte riferimento tra le aspettative e la differente tragica realtà degli eventi. Esprime lo struggente concetto universale da cui nessuno può sottrarsi all’inesorabile avanzare del tempo costellato dalle occasioni del momento fuggente, talvolta colte e altre lasciate, forse ispirato alla nota poesia di Lorenzo de’ Medici.

Particolare bravura si deve riconosce per la giovanissima età, all’estro pianistico Matteo Bussi che oltre, o forse proprio per questo, riesce a creare negli intervalli tra le note e le pause musicali la sensazione, senza soluzione di continuità, dell’armonica piacevolezza dell’ascolto. Ma qualcuno, così come avvenne per il maestro Pietri al creativo esordio, già si è accorto di lui. Sarebbe interessante seguirne i passi artistici e sostenerlo nella sua potenziale ascesa professionale. La serata è stata completamente partecipata dai cittadini e ospiti nella platea a cielo aperto in una suggestiva e lunare “Notte di mezza estate”, all’Isola d’Elba.

Alberto Zei

Giornalista e frequentatore

dell’isola d’Elba

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