Il Tirreno

il funerale dell’ex giocatore e allenatore 

Il mondo del calcio ha reso onore a Pazzi

Maurizio Caldarelli
Il mondo del calcio ha reso onore a Pazzi

Simone Ceri ha posto sul feretro una maglia biancorossa dedicata, il commosso ricordo del telecronista Mario Roggi 

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Maurizio Caldarelli

GROSSETO. Il mondo del calcio maremmano ha reso omaggio a Lamberto Pazzi, l’85enne ex allenatore scomparso lunedì mattina nella propria abitazione dopo una lunga malattia. Ieri pomeriggio la chiesa della parrocchia del Sacro Cuore di Grosseto si è dimostrata insufficiente per contenere quanti volevano salutare per l’ultima volta un personaggio che nei suoi sessant’anni trascorsi da queste parti ha lasciato un segno indelebile – come lo ha lasciato a Piombino – facendosi voler bene per le sue doti umane prima che tecniche.

Ancor prima della funzione religiosa sulla bara di Lamberto è stata appoggiata una sciarpa della curva Buscagnatti di Orbetello, per ringraziare il mister per aver cambiato il corso della storia nel calcio in Laguna. È stata l’ennesima testimonianza d’affetto all’obitorio del Misericordia. E Simone Ceri, vicepresidente unionista, dopo aver chiesto alla Figc l’autorizzazione per effettuare domenica prossima un minuto di raccoglimento prima dell’Opening Day di serie C contro il Modena (l’inizio della gara è fissato per le 20,30), ha voluto portare anche un regalo della sua società, la sua tanto amata maglia biancorossa con tanto di numero 9 e di cognome sulle spalle.Una casacca che ha amato come se stesso, che ha indossato sessanta volte, prima di sedersi sulla prestigiosa panchina del Grifone in tre occasioni diverse, nel 1980-81, nel 1987-88 e nel 1995-96. Un amore con l’Us che la famiglia Ceri ha voluto giustamente rimarcare. Sono stati in centinaia che lo hanno accompagnato nell’ultimo viaggio e che hanno voluto far sentire la loro vicinanza alla famiglia, ai figli Silvia, Sonia e Marco. Si sono presentati in chiesa ex compagni di squadra come Pierluigi Armellini e Francesco Carpenetti, ma anche ex presidenti come Attilio Betti del Castel del Piano, l’ex segretario a Orbetello Stefano Osti, colleghi allenatori come Maurizio Fommei, Enzo Galli, Filippo Andretta. Ma l’elenco prosegue con Giacomo Russo, Petri, Squarcia, Enrico Marini, Adigetti, Angelo e Aldo Chieffo, Patterlini, Machetti (uno dei fedelissimi che ha avuto a Grosseto, Orbetello, Follonica e Piombino), Brezzi. E tanti altri fino ad arrivare al supertifoso Guido Borsetti. Un segnale tangibile di quanto sia stato amato quel ragazzo arrivato a 24 anni, nel 1960, a Grosseto dopo aver giocato con l’Olbia e la Ternana e rimasto folgorato da questa terra.

Uno dei momenti toccanti della funzione religiosa è stato il ricordo di Mario Roggi, appassionato tifoso e telecronista, che ha seguito passo passo il mister nelle sue esperienze a Grosseto, ma anche a Orbetello, Piombino, Cecina, Follonica, sull’Amiata. Roggi ha ripercorso le tappe di una carriera infinita ma anche di un’amicizia non ha mai avuto fine. Parole condivise dai presenti, che hanno ascoltato in silenzio e che hanno tributato un lungo applauso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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