Sicurezza
Un robot nel golfo della Stella per le indagini archeologiche
Capoliveri. Sono iniziate ieri per concludersi il 3 settembre prossimo le indagini archeologiche subacquee a Lido di Capoliveri. Lo rende noto la stessa Capitaneria di porto di Portoferraio che ha disposto, tramite un’ordinanza pubblicata ieri, una serie di provvedimenti che dovranno essere seguiti dai natanti che si troveranno a navigare nel tratto di mare in cui si stanno compiendo le indagini. Con l’avvertimento di tenere le imbarcazioni da diporto almeno a 100 metri distanti dai mezzi impiegati in questo tipo di ricerche.
Saranno i tecnici e la squadra “Scuba operator” di Carlo Andrea Diatto a effettuare le analisi del fondale marino nel golfo della Stella per conto della società “Giano Snc” committente delle operazioni. I rilievi saranno effettuati impiegando la tecnica nuova di Remotely operated vehicle (Rov), guidato dagli operatori mediante un filo.
Si sa che le sette isole dell’arcipelago e in particolare l’Elba hanno costituito da sempre un luogo d’indagine privilegiato a cominciare dagli albori della ricerca archeologica subacquea. L’Elba ha rappresentato, nell’ambito delle antiche rotte marittime del Mediterraneo occidentale, un punto nevralgico commerciale di prim’ordine e le sue acque sono particolarmente ricche di testimonianze archeologiche.
Per questo, in tema d’evoluzione di ricerca archeologica subacquea e valorizzazione del patrimonio sommerso, la Regione Toscana ha costituito un vero e proprio “laboratorio”, dedicando alla maggiore isola dell’arcipelago un punto d’osservazione di particolare rilevanza.
Il primo intervento nelle acque elbane si ebbe sul relitto di Sant’Andrea, che fu oggetto di una delle prime missioni del Centro sperimentale di archeologia subacquea di Albenga, a cui seguirono altri a Chiessi e Procchio.
Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante. Le ricerche non sono più affidate a sub esperti e particolarmente preparati alla scopo, bensì da un Rov. Cioè un veicolo filo guidato dalla superficie in grado di immagazzinare immagini utili a monitorare e controllare il carico dei eventuali antichi relitti che si sono inabissati nelle varie epoche storiche.
Quali tesori nascondono ancora le acque del golfo della Stella?
Luigi Cignoni
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