La protesta
Elba Salute: «Stop allo smantellamento di ospedale e servizi medico-sanitari»
PORTOFERRAIO. Scatta l’allarme rosso per la sanità elbana. Ci pensa il comitato Elba Salute, come spesso succede in questi, a lanciare l’sos. «Fermiamo lo smantellamento silenzioso ma del tutto inesorabile del nostro ospedale civico. Fermiamo l’emorragia dei medici e dei servizi», scrive in una nota il portavoce del comitato, Francesco Semeraro.
Semeraro cita alcuni fatti che si sono verificati ultimamente in salita San Rocco: quali, ad esempio, la camera iperbarica fuori uso in piena stagione diving, l’ascensore guasto e il Pronto Soccorso ridotto all’osso. «Non è solo rimasto con 2 medici dipendenti Asl in servizio effettivo più il supporto di medici convenzionati e 118 – si legge nel comunicato –. Ma addirittura ha dovuto reggere l’impatto della quasi totale assenza di guardie mediche e turistiche, che hanno obbligato i cittadini e i turisti a riversarsi in massa alla struttura, senza che si sia verificata nessuna reazione collerica da parte della comunità isolana contro quanto si stava verificando».
E il comitato Elba Salute si chiede come sia stato possibile non essere stati in grado di programmare per tempo, dando incentivi adeguati a medici che da fuori dovevano garantire questi servizi. «Perché si è capito solo a giugno – si chiedono quelli del comitato – che guardie mediche e turistiche erano assenti?».
La situazione è andata via via peggiorando al Pronto Soccorso a partire dal 10 agosto, quando sostavano decine persone in attesa di essere visitate, visto che era operativo solo un medico. «La stessa caotica situazione si è verificata anche nelle sere del 14, 15, 17 e 20 agosto con persone e ambulanze in continuo arrivo mentre al Pronto Soccorso in visita c’era un solo medico anziché due, in netto contrasto con quanto dichiarato dalla direzione Asl che fino al 31 agosto tutti i turni 8-20 sarebbero stati raddoppiati e assicurati».
«Questo stato di cose non penalizza solo gli utenti e i contribuenti – sottolinea la nota –, ma i medici stessi, al punto che alcuni di loro, convenzionati e del 118 esterno, in autunno lasceranno il servizio di emergenza elbano per altre destinazioni, dove lavorare non significa fare del “cottimo” sui cristiani. Sì sta succedendo proprio questo; i medici scappano per le condizioni di lavoro ormai insostenibili. Dove sta l’Asl Toscana nord ovest, mentre i suoi dottori vanno da un’altra parte a fare un altro lavoro, perché non ne possono più di questo stato di cose? Dopo il 15 settembre, quando molti servizi cesseranno, in particolar modo quelli territoriali salvavita, curarsi sulla nostra bella Isola sarà problematico. È per questo che lanciamo l’allarme di invertire la tendenza di questo sotterraneo smantellamento silenzioso del nostro nosocomio elbano. Ma anzi – conclude il comitato Elba Salute – facciamo in modo che i medici siano garantiti e migliorati i servizi sanitari ai cittadini».
L. C.
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