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Si guasta la camera iperbarica Servizio sospeso e tempi incerti

Luigi Cignoni
Si guasta la camera iperbarica Servizio sospeso e tempi incerti

La direzione ospedaliera è al lavoro per risolvere quanto prima il problema  Eventuali casi saranno gestiti in rete con i centri iperbarici di Pisa e Grosseto

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Luigi Cignoni

PORTOFERRAIO. Un improvviso guasto tecnico alla camera iperbarica presso l’ospedale di Portoferraio ha reso inutilizzabile il servizio che l’impianto mette a disposizione di tutti i pazienti, elbani e non, che si rivolgono alla struttura sanitaria isolana per le cure del caso.

Con una breve e concisa nota, nella quale per altro non traspare alcuna indicazione relativa ai tempi necessari a riparare il guasto e a far riprendere la normale attività dell’apparato, è la stessa direzione dell’Asl Toscana nord ovest a darne notizia all’utenza e a scusarsi pubblicamente degli eventuali disagi che si possono creare per coloro che si rivolgono all’apparato sanitario isolano.

Tanto importante quanto determinante nel caso di necessità, la camera iperbarica sulla maggiore isola della Toscana, risulta ancor più importante come servizio con il clou della stagione turistica. E con migliaia di ospiti, la maggior parte dei quali attratti sull’isola per attività d’immersione e per dedicarsi alle escursioni subacquee che i vari diving, disseminati nei maggiori centri rivieraschi isolani, giornalmente propongono. Non solo. È passato poco più di un anno da quando, ufficialmente presso l’ospedale portoferraiese, sono stati inaugurati il nuovo pronto soccorso e la nuova camera iperbarica collocati sempre nel medesimo reparto del plesso.

I lavori per la nuova sistemazioni iniziarono nel 2019, in periodo pre-pandemico e portati avanti fino a giugno dello scorso anno, quando avvenne l’inaugurazione. Tutti, all’epoca, concordarono sulla bontà della scelta dell’installazione della camera iperbarica. Fu un risultato importante per l’intero territorio dell’Asl. Principalmente indirizzata a svolgere attività di urgenza per subacquei con malattie da decompressione, si è dimostrata nel tempo molto utile per pazienti con intossicazione da monossido di carbonio.

La camera attuale è adatta a introdurre pazienti barellati e a eseguire trattamenti in elezione multi pazienti. È a sei posti, in più un operatore. Ha richiesto un finanziamento di 450mila euro. Per farla funzionare adeguatamente richiede medici e infermieri preparati, oltre ad aver bisogno di altri 15 tecnici.

«La direzione ospedaliera – si legge nel comunicato – ha immediatamente attivato tutte le procedure necessarie per la gestione della problematica che si confida possa essere risolta al più presto. Le patologie che richiedano l’uso della camera saranno gestite in rete con i centri iperbarici di Pisa e Grosseto attraverso il coinvolgimento del sistema 118».

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