Sicurezza
Avviato il licenziamento dei 40 dipendenti per l’accesso alla Naspi
PIOMBINO. La scelta di andare all’autofallimento di Rimatria è arrivata lo scorso 21 maggio quando i soci privati hanno deciso di ritirare la disponibilità a immettere la necessaria liquidità prevista nel piano di concordato in continuità. A ruota il 14 giugno il tribunale di Livorno ha preso atto della relazione presentata dal commissario Francesca Ozia, con cui si dava atto della volontà dei soci, non più disposti a sostenere economicamente il piano industriale, a procedere verso l’autofallimento.
È di questi giorni l’avvio del licenziamento collettivo dei 40 addetti. Mentre avrà tempi lunghi il tavolo di crisi regionale dove è in corso il tentativo di definire una prospettiva industriale all’azienda, oltre la discarica di Ischia di Crociano. Sul tavolo della curatrice fallimentare c’è la proposta di subentro nella gestione di Eco Eridania Spa, ma ci sarebbe anche un altro soggetto industriale interessato a farsi avanti.
Il licenziamento collettivo si lega all’accordo sottoscritto da Cgil, ma non da Cisl, Uil e Fiadel, che fissa una serie di garanzie come il diritto in caso di vendita del ramo d’azienda alla riassunzione per 24 mesi, e dà un minimo di tutela alle 40 famiglie dei lavoratori, considerato che l’ultimo stipendio, quello di maggio, lo hanno percepito a inizio giugno.
L’accordo, su cui la prossima settimana dovrebbe tenersi l’assemblea dei lavoratori, serve alla maturazione del diritto alla Naspi, che scatta dal 68º giorno a partire dal 14 giugno, quando si è aperta la procedura di fallimento. Resta aperto il tema della costruzione delle tutele per i 12 lavoratori da impiegare nei servizi minimi ambientali, gestione del percolato e del biogas prodotti dalla discarica.
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