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Cadavere in spiaggia, era un uomo di 50-60 anni

Antonella Danesi
Cadavere in spiaggia, era un uomo di 50-60 anni

Primi dati dell’autopsia compiuta sul corpo restituito dal mare l’11 maggio scorso: carabinieri al lavoro per risalire all’identità

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Antonella Danesi

PORTOFERRAIO. Appartiene a un uomo sulla cinquantina di anni il corpo restituito dal mare sulla spiaggia di Lacona, tre mesi fa. È quanto emerge dal primo esito dell’autopsia effettuata sulla salma ritrovata sulla spiaggia di Lacona lo scorso 11 maggio. Riferiscono dalla compagnia carabinieri di Portoferraio che dagli esami del centro di medicina legale di Pisa risulta che si tratta di un uomo di età compresa indicativamente tra i 50 e i 60 anni. Intanto sono in corso altri esami e accertamenti per riuscire a risalire all’identità del cadavere approdato sulla spiaggia elbana la scorsa primavera.

Potrebbe anche trattarsi del velista scomparso al largo dell’Isola di Montecristo quasi un anno fa, il 15 settembre 2020. Philippe Bocket, 63 anni era a bordo di una barca monoscafo e l’ultima posizione conosciuta lo dava a un chilometro da Montecristo , direzione nord-est. L’appello per iniziare le ricerche dell’uomo era stato lanciato dalle figlie del velista dopo un mayday che aveva inoltrato alle 22 del 15 settembre affermando che il natante stava imbarcando acqua. Una vicenda che è stata riportata alla memoria la mattina dell’11 maggio scorso quando sula spiaggia di Lacona è stato rinvenuto un cadavere prono, sulla battigia, privo di braccio e gamba sinistra. Il cadavere era stato ritrovato da un surfista che era uscito dall’acqua con la sua tavola. L’unica ipotesi formulata subito dopo il ritrovamento dagli investigatori riguardava la lunga permanenza in acqua del corpo, stimata intorno ai sei mesi (dunque più rispetto al tempo di eventuale permanenza in acqua del velista francese. Per il resto la salma poteva essere stata trasportata dalle onde provenienti da qualunque direzione e da diverse centinaia di chilometri, per cui non era stata possibile alcuna ipotesi. I carabinieri della compagnia di Portoferraio hanno iniziato a vagliare tutte le piste sulle persone scomparse, non limitandole alle sole denunce riguardanti l’Isola d’Elba ma estendendo il campo di ricerca. Risultava fondamentale capire se il corpo apparteneva a un uomo o a una donna, fatto che al momento del ritrovamento non era stato possibile decretare a causa dello stato di conservazione della salma, dopo la sua lunga permanenza in mare. Il corpo era stato quindi trasferito verso il reparto di medicina legale di Pisa dove è stata effettuata un tac e dopo eseguita l’autopsia. —

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