Gioco
Manca una carta slitta l’apertura dei Fornelli di Monte Rombolo
Necessario il contratto di comodato tra Comune e Parchi L’intervento è parte del protocollo firmato con la Regione
Manolo Morandini
CAMPIGLIA. L’autunno. È questo l’orizzonte possibile per dare corpo al progetto di valorizzazione delle due cave a forma di imbuto, i Fornelli, sul versante sud del Monte Rombolo. A far slittare l’intervento che si proponeva di rendere fruibile l’area ai visitatori del Parco archeominerario di San Silvestro è la mancanza di una carta.
Definito il contratto di comodato d’uso con cui la società Cave di Campiglia Spa concede gratuitamente la disponibilità dell’area di cui è proprietaria al Comune di Campiglia Marittima resta ancora da sottoscrivere il comodato d’uso tra l’ente e la Parchi Val di Cornia, a cui sarà affidata la gestione dell’area.
L’obiettivo dell’operazione è di aggiungere un altro tassello ai tesori del Parco archeominerario. Ma quello di testarne la capacità di attrazione di visitatori in estate è già sfumato. I tempi della burocrazia sembrano seguire logiche diverse, sganciati dalla realtà di un territorio che nei mesi estivi avrebbe dovuto farsi trovare più che pronto dopo una primavera in cui la Parchi ha scontato per il secondo anno il peso delle chiusure e delle limitazioni imposte per il contenimento del rischio di contagio da Covid.
Il contratto tra Cave di Campiglia Spa e Comune prevede una durata di 20 anni, rinnovabili per un uguale periodo. Definita l’intesa l’inciampo burocratico si è verificato tra Comune e Parchi, più di forma che di sostanza. Eppure ha frenato i lavori per la messa in sicurezza del sito. Tra l’altro i materiali necessari e la cartellonistica sono già stati acquistati. E la possibilità di sfruttarlo a fini di promozione dell’offerta culturale del parco di San Silvestro.
La forma delle due cave non è percepibile finché non si raggiunge la cima dell’altura. Sconosciute ai più, i Fornelli sono un raro esempio di ingegneria mineraria di coltivazione a imbuto, l’unico in Italia. Inizia da qui, dal progetto per renderle visitabili, il percorso per allargare gli spazi del parco archeominerario. Il punto di partenza è stato il protocollo d’intesa sottoscritto a settembre 2020 dalla Regione Toscana, il Comune di Campiglia Marittima e Cave di Campiglia Spa per il recupero e lo sviluppo del patrimonio ambientale, industriale, archeologico e culturale dell’area.
Una cornice, da riempire con gradualità. S’inizia dai Fornelli. Quando il sito sarà aperto al pubblico sarà già trascorso un anno dalla firma del protocollo d’intesa.
Il fascino di affacciarci su un vuoto di 200 metri. Le due cave, che sono chiuse dagli anni 50, sono il risultato di una tecnica di coltivazione a impatto visivo nullo, caratterizzata da gradoni concentrici che si riducono in diametro al diminuire della loro profondità.
Un’attrazione già così come si presentano. Dall’impianto delle laverie, ai piedi nella stazione del treno di Valle Lanzi, sarà attrezzato il percorso per visitare i Fornelli. Il tutto a fronte di un investimento di 86mila euro di cui 66mila di contributi regionali e 20mila del Comune. L’obiettivo dell’apertura al pubblico del nuovo sito, salvo nuove sorprese, resta l’autunno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
