Il Tirreno

La segnalazione di un turista 

«Fermato alla biglietteria, non riescono a leggere il Green pass norvegese»

M.M.

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la protesta

Campiglia. Fermato dal Green pass all’ingresso del Parco archeominerario di San Silvestro. Lui ce l’ha, ma l’applicazione VerficaC19 – sviluppata dal Ministero della Salute per il tramite di Sogei, per consentire il processo di verifica dell’autenticità e validità delle certificazioni verdi – non riesce a leggerlo. Risultato? È come se non lo avesse. E deve rivedere i suoi programmi. Niente accesso al Parco.

È quanto accaduto a Sigurd Aukland, origini norvegesi ma da anni con casa anche a Suvereto. «Una brutta esperienza», dice Aukland.

Lo stop all’ingresso del parco campigliese è scattato il 17 agosto. «Volevo visitare il parco con mia moglie – prosegue –. Sono norvegese, vaccinato con doppia somministrazione e ho il Green pass rilasciato dal mio Paese. Volevo solo fare una passeggiata nel parco, percorso che costa tre euro, ma non mi è stato permesso. La tecnologia italiana non ha potuto verificare il codice Qr del mio Green pass scandinavo. Ma sono mancate anche la flessibilità, la competenza e il buonsenso all’ingresso del parco. Mi è stata rifiutata la possibilità di camminare e ho dovuto lasciare il parco». L’imprevisto non va giù al signor Aukland. Oltre a segnalare l’accaduto al Tirreno ha informato del suo caso la Parchi Val di Cornia, a cui fa capo la gestione di San Silvestro. L’episodio a suo dire mette in luce il rischio che «nessuno straniero al di fuori dei Paesi dell’Unione europea possa visitare il parco». E sottolinea che «è stato sbagliato negarmi l’accesso al parco. Non è legale richiedere il Green pass quando si sta all’aperto per camminare. Tra l’altro non avevo intenzione di visitare il museo». E ancora: «Non è legale rifiutare di approvare i passaporti Green pass di altri Paesi». Tra l’altro fa riferimento alla regola generale per cui il passaporto vaccinale consente l’ingresso in Italia dai 27 Paesi Ue, più Liechtenstein, Svizzera, Norvegia, Islanda, Usa, Canada, Israele e Giappone senza bisogno di quarantena (più tampone). Insomma, alla Parchi chiede più «competenza e flessibilità».

Dal quartier generale della Parchi fanno sapere che il caso del signor Aukland è l’unico ad oggi che hanno registrato tra il parco archeomineario di San Silvestro e quello archeologico di Baratti e Populonia. «Trattandosi di luoghi della cultura, così sono classificati i due parchi, la norma non distingue tra spazi all’aperto e al chiuso – affermano –. Insomma, per l’ingresso è comunque necessario il Green pass, così come accade nei parchi tematici che in larga parte hanno attrazioni all’aperto». M.M.

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