Il Tirreno

la polemica sulle misure anti covid  

Contagi nei magazzini Unicoop Botta e risposta Cobas - Musfi

Contagi nei magazzini Unicoop Botta e risposta Cobas - Musfi

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Nei magazzini di Unicoop Tirreno è stata riscontrata la positività al Covid di alcuni lavoratori e il rischio di contagio si estenderebbe anche agli addetti della sede di Vignale. È questo, in pillole, l’allarme lanciato dal Cobas nazionale, per voce del sindacalista Francesco Iacovone, che punta il dito contro la gestione della pandemia nei magazzini di Riotorto. Un attacco al quale ha replicato in maniera immediata la ditta di appalto Musfi Srl, che gestisce la piattaforma logistica per conto di Unicoop. L’azienda, con una nota inviata nella giornata di ieri, ha assicurato infatti di aver rispettato tutte le norme di contenimento del contagio e di aver attuato tutte le procedure per la protezione dei lavoratori in presenza. Ma andiamo per ordine. Il sindacato Cobas è allarmato per la crescita dei contagi nei magazzini (non si specifica il numero complessivo) e si dice preoccupato anche per i lavoratori della sede di Vignale, «senza contare che le merci preparate vengono poi smistate negli ipermercati e supermercati». Il sindacato, che parla di «far west nella logistica», rileva inoltre il non funzionamento all’ingresso dei magazzini e ritmi di lavoro che rendono impossibile il distanziamento. «Inoltre non ci risulta – afferma Iacovone – la sanificazione dei luoghi e delle attrezzature, né il tracciamento dei contatti». Attacchi rispediti al mittente dalla azienda d’appalto che lavora per Unicoop Tirreno. Unicoop che dall’inizio della pandemia ha speso qualcosa come 5,5 milioni di euro in misure anti Covid. «Il pomeriggio del 12 agosto l’azienda ha eseguito una sanificazione straordinaria nei magazzini latticini, ortofrutta e surgelati – spiegano da Musfi Srl – sono stati sanificati anche gli spogliatoi e le aree comuni». «Inoltre – aggiungono dall’azienda – confermiamo che, regolarmente, prima dell’accesso alla struttura, mediante termometro digitale, il personale della sicurezza misura in modo capillare la temperatura a tutti, in quanto il termoscanner situato all’ingresso esterno al magazzino potrebbe rilevare temperature non veritiere. In caso di presenza di sintomi il dipendente viene preventivamente rimandato al proprio domicilio per precauzione. Insomma, non vi è alcuna possibilità di accesso e contagio nel magazzino».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa