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Christopher, da Chicago a Piombino per il nuovo corso dell’Ubaldino

Sara Chiarei
Christopher, da Chicago a Piombino per il nuovo corso dell’Ubaldino

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Sara Chiarei

PIOMBINO. L’ambiente è intimo e accogliente tanto che una volta varcata la soglia d’ingresso si ha quasi l’impressione di trovarsi a casa di un amico.

Stile rustico, pietre a vista sulle pareti, mensole e credenze in legno e poi l’inconfondibile cancello in ferro battuto nero all’ingresso. Molti di questi che non sono solo piccoli dettagli, compreso il nome “L’Ubaldino”, sono stati ereditati dalla precedente gestione e conservati allo scopo di non snaturare un locale storico di Piombino ubicato in via Cellini, 61.

Il nuovo proprietario, Christopher Tanfi, è un ventinovenne fiorentino, che ha iniziato come lavapiatti nel capoluogo toscano per poi partire alla volta degli Stati Uniti dove ha vissuto dieci anni lavorando in importanti ristoranti sia di Miami che di Chicago, città quest’ultima considerata, insieme a New York e San Francisco, mecca della ristorazione americana. Da aprile è tornato in Italia e, scoperta l’esistenza di questo locale piombinese e della possibilità di prenderlo in gestione, ha deciso di tuffarsi in questa nuova avventura.

«Ho scelto Piombino – dice Christopher – perché la frequento sin da bambino. I miei genitori mi portavano al mare a Baratti o Calamoresca e venivo qui persino in campeggio, quindi in un certo senso è stato come tornare a casa».

Quanto alla cucina, è rigorosamente made in Italy e a km 0 ma con innegabili influenze acquisite durante la lunga permanenza all’estero. «Dove lavoravo a Chicago – continua Christopher – i proprietari si erano formati al “Tartine Bakery”, una panetteria storica di San Francisco (città nota per la sua grande cultura della panificazione a lievitazione naturale). Così ho imparato a fare il pane e lo ripropongo anche qui all’Ubaldino». Aperto da pochi mesi (cena dal mercoledì alla domenica, pranzo il sabato), la vera forza di questo locale sono i prodotti freschi e naturali che infatti portano a cambiare il menù anche più volte nell’arco della settimana sulla base degli ingredienti disponibili.

«Il nostro – commenta Christopher – è un menù guidato dalla stagionalità e dal mercato, è a km 0 e interamente biologico. Ad esempio le verdure le prendiamo a Venturina da ragazzi della mia età che hanno un orto. Ciò che ci caratterizza in assoluto è il pane fatto in casa, lievitazione 100 per cento naturale, fatto con un mix di farine di grani antichi e biologiche della Val di Cornia; il burro fatto in casa e una salsina che cambia settimanalmente da spalmare sul pane”. Christopher lavora in cucina insieme alla sua fidanzata Stephanie, cuoca professionista che lo ha seguito fin qui dall’America, più due ragazze in sala. Il locale dispone di due sale (una allestista come fosse un giardino con fiori e piante pensili) che insieme possono garantire una capienza di circa cinquanta coperti. «L’Ubaldino è un’osteria e tale deve rimanere – chiosa Christopher- ciò che abbiamo fatto è stato portare un’osteria di 40 anni fa al giorno d’oggi. La filosofia è quella di creare un ambiente conviviale e familiare dove poter mangiare ottimi piatti in buona compagnia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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