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sanità, la polemica 

Il comitato Villamarina: «Reparti decimati»

Il comitato Villamarina: «Reparti decimati»

Per gli attivisti si sta consumando nel silenzio lo smantellamento dell’ospedale: cittadini costretti a spostarsi in altri presìdi

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PIOMBINO. «Decimazione dei reparti e dei servizi». Usano queste parole gli attivisti del comitato a difesa di Villamarina per descrivere quanto sta avvenendo nel presidio di Piombino. La protesta per dire no alla chiusura del punto nascita è terminata prima dell’inizio dell’estate senza che, secondo gli attivisti, alle parole dell’assessore alla sanità Simone Bezzini abbiano fatto seguito azioni concrete. Nel frattempo, spiegano dal comitato, «è esperienza giornaliera da parte dei cittadini il doversi spostare anche di molti chilometri per fare le analisi dovute o nei casi più fortunati di doversi recare presso strutture private nel circondario. Non passa giorno che non giungano notizie al ribasso sui servizi (non più offerti) a Villamarina, che si tratti di oculistica che non può più fare interventi, oppure di urologia o ortopedia che non fanno più reperibilità. Se a questo aggiungiamo una radiologia ormai ridotta ai minimi termini di attività, una cardiologia che sopravvive faticosamente solo con l'apporto di personale da altri ospedali o la catastrofica situazione della dialisi, ci rendiamo conto di quanti ci sia una volontà ben precisa di smantellamento da parte delle autorità regionali e della direzione centrale, senza che nessuno di quelli pronti a insorgere per questioni ben più banali, si senta in dovere di dire qualcosa o di scendere in piazza per mostrare la propria volontà e necessità di avere un ospedale funzionante per la Val di Cornia».

Il comitato ospedale compie un’analisi impietosa sulle condizioni della città. «La mancanza di lavoro per i giovani, le acciaierie ridotte a capannoni industriali fatiscenti con un’ipotesi di ripresa incerte e di varia natura, le demolizioni navali ormai presenti nel nostro porto e la discarica che si tenta in ogni modo di riaprire e di raddoppiare – attaccano gli attivisti del comitato – Poteva quindi mancare in tutto questo disastro lo smantellamento della sanità? A una città così malmessa e destinata a non avere un futuro, forse si pensa che non occorra un ospedale degno di questo nome, ma basti un pronto soccorso, qualche ambulanza e nei casi di estrema necessità, un elicottero che atterri nelle vicinanze».

Il comitato si rivolge infine ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, ai partiti politici? «Riteniamo però che solo la volontà popolare con manifestazioni pubbliche abbia qualche possibilità di fermare questo scempio, dimenticando divisioni o antipatie, ma lottando solo per il bene comune».

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