Il Tirreno

Alla Linguella si torna a scavare la storia per salvare gli antichi mosaici dall’oblio

Stefano Bramanti
Alla Linguella si torna a scavare la storia per salvare gli antichi mosaici dall’oblio

È partita in questi giorni la campagna guidata dall’archeologa Lorella Alderighi: turisti e residenti possono seguire i lavori

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Stefano Bramanti

PORTOFERRAIO. “Fragmenti di anticaglie e fra li altri un Teatro che alcuni voglion dire fusse un bagno”. Sono queste parti di una lettera di Lorenzo Pagni, indirizzata al vescovo di Forlì nel 1548. Sono quindi le prime notizie esistenti sui ritrovamenti nel luogo terminale dell'antico porto della città medicea e napoleonica, che ha una forma allungata e non a caso è stata chiamata Linguella. Dettagli forniti al Tirreno dalla dottoressa Lorella Alderighi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, che dall'11 agosto ha avviato una ulteriore fase di restauro delle strutture romane murarie e dei pavimenti a mosaico e in opus sectile (antica tecnica per realizzare pavimentazioni e decorazioni in marmo o pietre dure) e per la valorizzazione di quell'area. Chiunque può seguire liberamente i lavori in diretta, ammirando remoti e affascinanti mosaici di epoca romana, che saranno prelevati per metterli in sicurezza nel museo archeologico attiguo, evitando il loro degrado. Al loro posto saranno poste delle copie. Un progetto redatto dall'archeologa Alderighi, che si avvale della restauratrice dottoressa Eva Pianini e dell’architetto Carlo D’Eugenio, nonché della collaborazione dell’architetto Alessandro Pastorelli, responsabile della sicurezza, all'interno di un finanziamento di 300 mila euro del Ministero della Cultura. Ma tutto l'impegno deve fronteggiare, fa notare Alderighi, «il fenomeno dell’innalzamento del livello del mare, rispetto al periodo romano, per cui durante l’alta marea a Portoferraio i pavimenti mosaicati ed in cocciopesto (materiale impermeabilizzante ad elevata resistenza) della Linguella vengono sommersi dall’acqua che arriva da fenditure sotterranee di tutta l’area. Ciò determina la crescita della Salicornia tra i ruderi, una pianta che si alimenta con l’acqua salata e infesta tutti gli ambienti romani giunti fino a noi. Ne risentono i marmi dei mosaici e dell’opus sectile (tarsie marmoree) dei pavimenti, col continuo passaggio da umido a secco si distaccano e si disgregano; un restauro di due decenni fa non è servito a proteggerli più a lungo. E quindi ecco l'attuale intervento di restauro sulla decorazione pavimentale nonché su tutte le strutture romane portate alla luce durante gli scavi passati». Il progetto, partito nel 2020, ha visto eseguire una bonifica dell'area per scongiurare la presenza di ordigni bellici residuali della seconda guerra mondiale, oltre la mina inesplosa rinvenuta non molti anni fa in mezzo ai resti archeologici. Poi sono stati fatti saggi archeologici su parti non indagate nei pressi del Bastione di San Francesco e tra i resti archeologici visibili, ancora sepolti, che proseguono ben oltre il limite attuale degli scavi. Sarà completato lo scavo delle strutture scoperte grazie ai saggi. «L'impegno principale fino alla fine di ottobre – conclude la specialista – sarà il restauro delle strutture. Ad seguire i lavori è la vincitrice di un bando, la ditta specializzata Csr Restauro di Roma, che agirà per tre mesi e chiunque può osservare il procedere dei lavori, visitando la Linguella come sempre. E seguire tali attività può essere un'attrattiva in più».

Ci sarà inoltre la pulitura delle strutture archeologiche e dei pavimenti, poi seguiranno le operazioni di consolidamento, restauro e distacco dei mosaici e delle tarsie marmoree; nello stesso tempo all’interno del Museo archeologico della Linguella, saranno spostate alcune vetrine ed ampliato lo spazio destinato alla Portoferraio romana; per alloggiarvi proprio i mosaici su appositi supporti. Così si arresterà il degrado dei materiali originare e al loro posto, sui pavimenti delle strutture archeologiche verranno ricollocate delle copie, che permetteranno di vedere i mosaici ricomposti; tali copie potranno sostenere senza danni l’alternarsi delle maree, Infine da novembre in poi, ci saranno ulteriori lavori di messa in sicurezza e di valorizzazione dell’area.

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