Attenzione
Rissa a bottigliate tra ragazzini pisani e livornesi sul lungomare di Campo nell'Elba
Sdegno tra residenti e turisti per la rissa scoppiata nella notte tra il 14 e il 15 agosto. L'ex sindaco Lambardi: "Non è il turismo che vogliamo"
ISOLA D'ELBA. Alcol a fiumi. Divertimento senza regole, nonostante le restrizioni da Covid. E risse tra ragazzini. Sono gli ingredienti della notte di Ferragosto a Marina di Campo, sciupata da un fatto di cronaca che ha scatenato le proteste e lo sdegno dei tantissimi turisti che hanno scelto il comune del versante occidentale dell’isola. È la notte tra il 14 e il 15 agosto. Siamo nella zona del porto, quando esplode un parapiglia che coinvolge decine di giovani, diversi non elbani ma anche qualche locale. Il motivo della lite non è chiaro, ma volano schiaffi e cazzotti. Non solo. Si passa anche alle bottigliate e a qualche minaccia con il coltello, secondo il, racconto di alcuni campesi che hanno assistito alla scena. Alcuni ragazzi vengono medicati dai volontari del 118, per fortuna senza conseguenze gravi, che contribuiscono con le forze dell’ordine a riportare in qualche modo la calma, facendo in modo che la situazione non degenerasse. Per alcune decine di minuti il lungomare di Campo, fiore all’occhiello del turismo elbano, si trasforma in una sorta di ring. E nelle ore successive si è aperto il dibattito sul tipo di turismo che l’isola d’Elba accoglie o dovrebbe accogliere. Lo sdegno per la notte di Ferragosto è tanto.
Ed è proprio su questo aspetto che interviene l’ex sindaco di Campo nell’Elba, Lorenzo Lambardi: «Sul lungomare campese si è consumato l’ennesimo tafferuglio (meglio noto come “botte da orbi”) dove siamo passati velocemente dagli spintoni alle bottigliate, cazzottate, minacce con coltelli. La mattina di Ferragosto in paese alcuni ragazzi parlavano di una vera caccia all’uomo già organizzata da giorni. I tanti turisti e ospiti che vivono le loro ferie (strapagate) negli appartamenti in centro sono giustamente indignati.È bastato passare tra via Marconi e via Roma per sentire molti campesi sfogarsi, giustamente. Voglio essere diretto e sincero: a me questo “turismo” dell’affogarsi di alcol e darsele di santa ragione in nome del campanile proprio non mi piace. Campo vuole questo? Non credo proprio. E sopratutto potrebbe una qualità talmente bassa da dover costringere molte attività a chiudere».
Per Lambardi il problema vero è a monte: «la selezione, impietosa lo so, basata su quale ospitalità decidiamo di fare e sopratutto di accogliere – spiega – Diciamolo, senza peli sulla lingua: quanti appartamenti stipati di ragazzi dove normalmente ce ne starebbero la metà consociamo? Sappiamo davvero quante persone ci sono? Lo vediamo lo schifo di spazzatura che in questi giorni regna per il paese? Ma sopratutto, cosa potremmo offrire a questi ragazzi che fino a pochi anni fa potevano avere, nelle vicinanze, 4/5 locali dove smistarsi e divertirsi e adesso non più? Sarà bene ritrovarsi a ottobre e affrontare per l’ennesima volta queste domande. Il punto non è cosa vogliamo, ma cosa non vogliamo. Quello che è successo non lo vuole nessuno.
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