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Pesci e sistema irriguo in crisi Laghetti e fossa Calda a secco

Annalisa Mastellone
Pesci e sistema irriguo in crisi Laghetti e fossa Calda a secco

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venturina. Laghetti di Tufaia sotto il normale livello idrico, Fossa Calda asciutta, pure la suggestiva cascatella è a secco. Il caldo e la mancanza di piogge sarebbero all’origine del fenomeno che sta mandando in crisi quello che prima di tutto è un sistema di invasi irrigui. C’è grande preoccupazione, anche per i pesci che ci vivono. Molti sono stati messi in salvo da un cittadino.

Il problema che si è già presentato in passato. Il Comune di Campiglia Marittima si è attivato sollecitando l’intervento degli enti preposti alla gestione e al controllo. La sindaca Alberta Ticciati e la giunta comunale hanno infatti chiesto il monitoraggio a Consorzio di bonifica e Asa che dovranno capire come risolvere la criticità. Tra l’altro, il bacino dei laghetti è fondamentale per le aziende agricole locali che lo utilizzano per l’irrigazione.

Quello che oggi ha l’aspetto di un parco lacustre segnato dalla siccità è il frutto della realizzazione nei primi anni Novanta del Cigri di invasi irrigui per l’utilizzo razionale delle acque della Fossa Calda . E tutt’oggi assolve questo ruolo primario, avendo al tempo stesso le caratteristiche di un parco urbano: una superficie di 69.440 metri quadrati, per più della metà occupati dagli specchi d’acqua utilizzati per l’irrigazione. Gli invasi (che costituiscono i distretti irrigui 3 e 4 della Fossa Calda) sono di proprietà di Asa che li ha affidati alla gestione del Consorzio di bonifica che gestisce anche i distretti 2 e 3.

«È nostra cura e preoccupazione sollecitare l’attenzione degli enti preposti per la verifica e la valutazione delle misure da prendere – afferma la sindaca Ticciati –. La nostra assessora all’Ambiente Elena Fossi ha effettuato un sopralluogo e preso contatti con il presidente del Consorzio di bonifica e con la direzione di Asa, si tratta di un problema che si è riscontrato altre volte in passato in concomitanza dei periodi di maggiore siccità e caldo e che auspichiamo possa essere risolto in tempi brevi per poter restituire all’area il suo aspetto e le sue funzioni di parco acquatico».

Tanti i cittadini che si sono preoccupati vedendo a secco la Fossa Calda che attraversa il parco di Tufaia. C’è chi ha chiamato subito la Polizia municipale e fatto segnalazione in Comune per cercare di arginare la cosa, soprattutto perché i pesci che la popolano erano visibilmente in difficoltà. Ma c’è anche chi ha deciso di intervenire in prima persona. Un residente è andato alla cascata e con un secchio ha messo in salvo i pesci che senz’acqua rischiavano di morire.

«Il Consorzio di bonifica e il Genio civile sono costantemente in contatto per monitorare la criticità che si è verificata sia per la tutela della fauna ittica – dice l’assessora all’Ambiente Fossi – che per garantire l’approvvigionamento idrico alle aziende agricole che non possono fare a meno di quel bacino. La tutela del patrimonio idrico è divenuta oggi una priorità. Impariamo e insegniamo a rispettarla e tutelarla. Basta poco».

Annalisa Mastellone

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