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I monopattini elettrici a noleggio piacciono Polemiche sui comportamenti scorretti

Francesca Lenzi
I monopattini elettrici a noleggio piacciono Polemiche sui comportamenti scorretti

A dieci giorni dalla partenza del progetto, sono stati 5mila i chilometri percorsi. Soddisfatti il Comune e l’azienda

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Francesca Lenzi

Piombino. C’è chi ha scaricato subito l’app per farsi un giro, e c’è chi li guarda con sospetto. Sicuramente, al di là delle diverse opinioni, sono stati i protagonisti degli ultimi dieci giorni. Parliamo dei monopattini elettrici a noleggio che sono apparsi in città lo scorso 6 agosto. Un centinaio di modelli a disposizione di piombinesi e turisti grazie al servizio di sharing gestito da BIT Mobility.

Per usarli basti scaricare la relativa applicazione, registrarsi e inserire i dati, compresa la modalità di pagamento. Sull’app c’è una mappa che permette di trovare il monopattino libero più vicino da sbloccare. Per farlo basta scannerizzare il QR-Code presente sul mezzo, quindi si dà una leggera spinta per partire e si accelera usando la levetta sulla destra. E da lì pronti, “verso l’infinito e oltre”, direbbe Buzz Lightyear di Toy Story.

In realtà l’infinito e oltre sono compresi in un’area di circolazione di otto chilometri quadrati, ma il servizio sembra piacere, tanto che l’azienda ha fornito i dati di questa primissima fase: «Siamo contenti di come ha reagito la città – afferma la BIT Mobility – per adesso abbiamo percorso quasi 5.000 km, il tempo medio di noleggio è di 12 minuti e abbiamo ancora promozioni attive per far conoscere il mezzo».

Soddisfatto anche il Comune: «Sono passati pochi giorni dall’avvio del servizio ma il bilancio è già positivo – le parole del sindaco Francesco Ferrari – Molti piombinesi e turisti hanno usato questo strumento, rendendo la città più al passo con i tempi; indubbiamente il visitatore, in particolare quello europeo, è più abituato a questo genere di mobilità, ma sono convinto che presto entrerà anche nella nostra quotidianità. Il futuro va sempre più verso la mobilità dolce ed elettrica, il fattore cruciale è integrarla adeguatamente nella nostra vita di tutti i giorni: per questo, insieme a BIT Mobility, abbiamo adottato alcune misure per tutelare sia i fruitori del servizio che gli altri utenti della strada. Per esempio, la limitazione della velocità nelle zone centrali e nella ztl. Ci siamo occupati di conciliare le esigenze di tutti fissando delle regole ben precise ma la cosa più importante è che l’utente le rispetti garantendo così la sua sicurezza e quella degli altri».

E qui casca l’asino. Perché sono saltate fuori già alcune critiche sull’uso dei monopattini, talvolta “parcheggiati” in modo, diciamo, “estroso”, in altri casi guidati da (presunti) minorenni senza casco (sotto i 14 anni non si può salire sul monopattino, e fra i 14 e i 18 anni è obbligatorio il casco) o da più persone contemporaneamente. E c’è chi fa notare comportamenti rischiosi, come l’alternanza fra strada e marciapiede con pericolo per i pedoni. «Se i nostri charger ci segnalano posizioni errate possiamo scrivere all’ultimo utente o sanzionarlo – fa sapere la BIT Mobility – Inoltre, i mezzi sono assicurati per danni a terzi, come previsto dalla legge”.

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