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Auditorium Bcc intitolato a Badalassi

Auditorium Bcc intitolato a Badalassi

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castagneto. Una targa per fare memoria. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci. L’auditorium della sede direzionale dell’istituto a Donoratico è stato intitolato a Silvano Badalassi.

È ciò che si è seminato a restare vivo nei cuori delle persone. La gentilezza e l’affabilità sono tra i semi che lascia Silvano Badalassi, medico ortopedico e presidente onorario della Bcc di Castagneto, morto il 19 marzo per l’aggravarsi di una malattia con cui combatteva da tempo. L’11 febbraio aveva compiuto 83 anni. «Compianto presidente della Banca per 21 anni. La sua umanità, dedizione e guida sicura rimarrà nei cuori di tutti noi». Così dal quartier generale della Bcc annunciano l’apposizione della targa. Badalassi a maggio 2018 ha lasciato il consiglio di amministrazione della Bcc dopo 27 anni, accompagnando l’istituto, che ha presieduto dal 1997 al 2018, in una crescita che lo ha portato da tre a oltre venti filiali su tre province della costa toscana. «Essere vicini alle persone – sosteneva Badalassi –, parlarci affabilmente, far loro sentire che siamo dalla loro parte, che faremo sempre di tutto per risolvere al meglio i loro problemi, che il nostro fine non è il profitto ma solo e soltanto la prosperità e il miglioramento del nostro territorio. È quello che ci è congeniale, quello che sappiamo fare meglio». Così descriveva lo spirito del suo fare banca.

«Per molti anni ha guidato la Banca e ha contribuito a farla divenire quella che è oggi. Una realtà solida e importante sul territorio», ha detto l’attuale presidente della Bcc Andrea Ciulli nel suo ricordo sulla rivista dei soci dell’istituto. E ancora: «La certezza che l’operosità e la saggezza dei padri fondatori della Banca sia stata ben riposta in persone come Silvano, è oggi una certezza sotto gli occhi di tutti. Tutti i dipendenti della Banca conoscevano Silvano, ne apprezzavano le qualità, avevano piacere, quando capitava, di scambiare due parole con lui. Lui aveva piacere di parlare con tutti».

Il direttore generale della Bcc Fabrizio Mannari così lo ha ricordato: «Un presidente mai invadente, che ha sempre interpretato il suo ruolo senza invasioni di campo, lavorando con semplicità e sempre in disparte. Caratteristiche rare, proprie di chi non doveva dimostrare niente perché aveva già la stima di chiunque lo conoscesse».

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