Italia
Vaccini sul porto, affluenza flop per il caldo e il portale ko
Poche decine di persone nel camper a Poggio Batteria Tra questi alcuni giovanissimi: «Vogliamo tornare a vivere»
Sara Chiarei
PIOMBINO. La piattaforma dedicata alla campagna di vaccinazione itinerante non ha funzionato per problemi tecnici, tanto che solo una piccola quantità di persone è riuscita a prenotarsi (appena 10). Nonostante questo erano state previste sin dall’inizio un certo numero di dosi da destinare fuori prenotazione che si sarebbero presentati alla postazione. Ma l’affluenza non è stata delle migliori, basti considerare che alle 19,30 di ieri sie erano vaccinate solo 25 persone, con età compresa tra i 16 e i 45 anni. La vaccinazione straordinaria a Poggio Batteria non è andata come ci si attendeva, nonostante questo poco dopo le 14, sotto un solleone che avrebbe messo a dura prova anche i più determinati, un piccolo gruppetto di ragazzi, per lo più accompagnanti da un familiare, si è presto radunato davanti al camper con la scritta colorata “Giovani Si Vaccinano in spiaggia”.
La campagna regionale a Piombino si è svolta nella giornata di ieri dalle 14 alle 23 e rivolta ai soggetti di età compresa tra i 12 e i 59 anni e agli over 80. A tutti è stato somministrato il vaccino Pfizer. Ognuno di quei giovani si è presentato al porto (sede scelta per il nostro comune) con la sua storia e con le proprie motivazioni, diverse ma al tempo stesso simili perché legate dal comune desiderio di tornare a vivere, più o meno come accadeva prima della pandemia.
Guardandoli negli occhi, persino laddove nascosti dalle lenti scure per difendersi dalla luce, è percepibile un po' di emozione. Qualcuno accenna un pizzico di comprensibile ansia ma alla fine, in quel parcheggio di Poggio Batteria, ciò che si respira è la stessa comune, intensa, voglia di libertà.
Nicolò Magionesi ha 34 anni ed è uno dei primissimi ad essersi messo in fila “Sono già prenotato ma quando ho sentito di questa opportunità ho scelto di cancellarmi e riprenotare per oggi. Il Green pass ha sicuramente stimolato».
C’è anche Arianna, appena 16 anni, ad attendere pazientemente il proprio turno in compagnia dei suoi genitori. «Anche molti dei miei amici lo hanno fatto o si sono prenotati. Sono una sportiva, faccio pallavolo e voglio tornare a giocare. E a vivere».
Dello stesso avviso anche la mamma che dal canto suo auspica che questa sorta di “obbligo” venga esteso a tutti, compresa la fascia 40-60, fino a oggi meno presente all’appello generale dei vaccinati. «In quanto solo così – osserva la signora – potremo finalmente uscirne». Anche Antonio Galliera, 25 enne, dice di essere circondato di amici (dai 20 a i 35 anni) muniti di Green pass, salvo pochissime eccezioni.
«Mi ero prenotato ma ho voluto approfittare di questa iniziativa per anticipare i tempi. Trovo sia necessario aderire perché non sempre prevale il buon senso e l’ignoranza, anche di pochi, nuoce a tutti».
E poi c’è Serena Carletti, 30 anni, neo-sposina che si è presentata al camper per vaccinarsi e per sapere quando le toccherà la seconda dose. «Mi sono sposata da poco e sto per partire per la mia luna di miele, perciò voglio sincerarmi che se faccio oggi la mia prima dose, il richiamo non coincida con i giorni in cui mi trovo in viaggio. Spero di no perché ci terrei ad anticipare i tempi e togliermi il pensiero prima possibile».
Inutile dire che l’introduzione del Green pass ha rappresentato uno stimolo per tutti. La possibilità di tornare a scuola in presenza, frequentare gli amici, le palestre o andare in pizzeria anche al chiuso quando l’estate sarà ormai solo un ricordo, rappresentano per molti (specie per la popolazione più giovane) un valido incentivo per sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid.
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