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Camping Cig: «Licenziamenti inaccettabili»

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piombino. Sui licenziamenti Rimateria (28 dipendenti su 41) interviene il Camping Cig: «Licenziamento inaccettabile seguito al fallimento di Rimateria – afferma il coordinamento – esso spalanca le porte ad altri licenziamenti in vari settori. Licenziamento peraltro annunciato da tempo ed avvenuto senza una reale opposizione da parte delle amministrazioni comunali piombinesi, soci di Rimateria, sia di quelle a guida Pd, sia di quella attuale guidata da FdI che si sono limitate a dare la colpa dell’accaduto l’una all’altra. Ma entrambe lo hanno di fatto accettato, con l’alibi tardivo che lo permette la legge a cui la curatrice fallimentare fa riferimento. Per noi una cosa resta sbagliata anche se lo prevede la legge. Oggi tutto è lasciato in mano alla curatrice fallimentare ed al giudice, i quali hanno deciso di seguire la strada non meno rischiosa della vendita di Rimateria a nuovi privati. Scelta che darà origine ad una nuova speculazione e a danni ambientali certi. Proprio per vendere l'azienda, la curatrice fallimentare ha provveduto a licenziare più della metà dei lavoratori, obbiettivo che i precedenti soci privati si erano posti fin dal 2018».

«La situazione impiantistica della discarica è invece tale da riassumere tutti i lavoratori a cui affidare, insieme a ditte specializzate, il compito di chiudere in sicurezza la discarica ormai esaurita – prosegue Camping Cig – Per la chiusura e la gestione successiva, la Regione poteva mettere a disposizione della curatrice fallimentare i soldi delle fideiussioni. Noi ricordiamo che i privati, a cui era stata regalata una azienda pubblica, non hanno fatto niente di quanto promesso: non hanno riattivato la Tap, non hanno ripianato i debiti, non hanno messo a norma la discarica. Ed oggi quasi tutti accettano che l’azienda ricada in mano a privati, i quali certo non riassumeranno i licenziati, ma utilizzeranno gli spazi a disposizione per portarvi altri rifiuti o magari installare un inceneritore. Serve invece la lotta per la riassunzione dei licenziati; per iniziare immediatamente l’opera di chiusura della discarica ed evitare i danni ambientali; per dare vita a una società formata dalla Regione e dai Comuni, il cui fine devono essere le bonifiche, riattivando la Tap.

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