Un luogo per ricordare Luana e il suo legame con Venturina
L’idea è stata lanciata lunedì sera, nel corso dell’incontro dedicato alla cronista, dal direttore del Tirreno StefanoTamburini
venturina. Luana Rovini ha girato l’Italia, ma non ha mai smesso di sentirsi venturinese. Quando qualcuno le chiedeva di dove fosse, lei rispondeva con un sano orgoglio «della Venturina».
Per questo qualcosa di Luana dovrebbe restare qua, in Val di Cornia, in quel paesino di frontiera dove Luana guardava da bambina le figure sui giornali.
È alla fine dell’evento di lunedì sera Alla Corte dei libri Art cafè che il direttore del Tirreno, Stefano Tamburini, lancia la proposta: «Luana con Venturina aveva un legame e qui qualcosa di fisico di lei dovrebbe esserci. Facciamoci venire un’idea da proporre poi all’amministrazione comunale di Campiglia Marittima. Non credo che avremo difficoltà a far accettare la proposta. Deve essere qualcosa di concreto. Non so, anche una sala stampa del Comune, una biblioteca, qualcos’altro. Pensiamoci».
Perché è importante che resti di Luana qualcosa di concreto, oltre ai bellissimi ricordi di chi l’ha conosciuta. Come quello dello stesso Tamburini che racconta l’ultimo incontro con l’amica: «Ero in autostrada, al primo autogrill dopo il casello di Civitavecchia, che ora non c’è più, e mi sento dire “O te che ci fai qua?”. Era Luana all’interno di un’ambulanza. Aveva una bandana sulla testa e stava già male. Lei si accorse del mio turbamento, e quasi mi fece coraggio. Lei a me. Quando l’ambulanza ripartì, io le andai dietro, fino al cancello dell’ospedale, perché lo sapevo: non l’avrei più rivista». Determinata e allegra allo stesso tempo, «di tutto questo – conclude Tamburini – avrebbe detto “Ragazzi, ma non sarà un po’ troppo?” No, Luana, non lo è».
F.L.
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