Gioco
Sì al Green pass, no alla capienza dimezzata Sono salve le serate con dj o musica live
Il sindaco rivede l’impostazione dei vigili: «Il decreto non scende nei dettagli ma non applicheremo misure più restrittive»
Sara Chiarei
PIOMBINO. Che il decreto legge numero 105 del 23 luglio abbia dato il via libera al Green pass e insieme a una scia di polemiche riguardanti più o meno tutti i settori è lapalissiano.
Come lo è del resto il fatto che la stesura del testo, almeno in certe sue parti, non sia particolarmente chiara e lineare dando adito a molteplici linee interpretative che complicano l’atto pratico di applicazione della normativa.
In particolare gestori di locali e lavoratori dello spettacolo piombinesi si sono fatti portavoce negli ultimi giorni di un vero e proprio grido di allarme, ovvero l’effettivo rischio di ritrovarsi in una Piombino silente proprio a partire dalla settimana di Ferragosto.
Oggetto della discordia, lo ricordiamo, è lo spettacolo (o “concertino”) di musica live o dj set organizzato dal gestore del locale privato che, da quanto emerso, sembrava avesse l’incombenza non solo di verificare che i propri clienti fossero muniti di Green pass ma anche di sfruttare solo il 50 per cento della propria capienza, sebbene all’aperto (sia intrattenimento che tavoli).
Cosa che ha fatto infuriare tanto i gestori, costretti a rinunciare a molte serate per ovvi motivi economici (costo dell’artista da una parte, metà dei posti a sedere dall’altra) quanto musicisti e dj.
Ieri mattina si è svolta una riunione tecnica finalizzata a fare il punto su una normativa indubbiamente complessa come ha specificato il sindaco Francesco Ferrari: «Ancora una volta ci troviamo di fronte a una norma che non scende nei dettagli con tutte le conseguenti incertezze nell’applicazione ai diversi e variegati casi che possono presentarsi».
Un’importante convergenza tuttavia è stata raggiunta, avendo appurato che il testo introduce di nuovo solamente l’obbligatorietà del Green pass anche all’aperto, nei casi in cui i clienti di un locale si trovino seduti al tavolo accompagnando a cibo o aperitivo anche la musica live o il dj set.
Dunque certificazione verde in esterna, ma in alcuni casi specifici.
Permangono come da precedenti decreti invece l’obbligo di distanziamento e le altre norme di sicurezza già previste.
Punto.
Nulla a che vedere dunque con la limitazione al 50 per cento dei propri posti, poiché la norma prevede una riduzione della capienza solo oltre i cinquemila spettatori all’aperto, ovviamente in zona bianca (che diventano 2.500 in zona gialla).
Il sindaco dal canto suo specifica di non voler introdurre misure più restrittive che rischierebbero solo di creare confusione anche fra chi è chiamato a far applicare le regole.
«Sulla necessità di esporre il Green pass anche fuori dal bar o ristorante in caso di intrattenimento musicale il decreto è chiaro – dichiara Vincenzo Cananzi, presidente della Confesercenti – Lo era molto meno invece il discorso circa il dimezzamento dei posti disponibili. Ben venga dunque questa precisazione perché tale limitazione si sarebbe tradotta in un danno economico per i locali come per i lavoratori dello spettacolo».
Intanto come dicevamo proprio oggi in tarda mattinata Cananzi insieme a una delegazione di gestori di locali, musicisti e dj, parteciperà a un incontro in Comune in cui tutte le parti interessate discuteranno allo stesso tavolo la normativa in vigore dal 6 agosto nella speranza di potersi chiarire, mettendo definitivamente una pietra sopra la questione.
E salvare il Ferragosto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
