Rimateria, arrivate le lettere di licenziamento per 28 lavoratori
Altre 13 persone rimarranno ancora nella discarica per mantenere i servizi minimi ambientali
PIOMBINO. La notizia purtroppo era nell’aria, attesa ormai da giorni: ieri però 28 licenziamenti sono stati formalizzati con una lettera arrivata a case dei dipendenti. Ventotto dunque sono i licenziati, 13 persone rimarranno ancora per mantenere i servizi minimi ambientali. Ora i lavoratori licenziati i potranno contare solo sulla Naspi, con un orizzonte massimo è di due anni. È il risultato del fallimento dell’azienda, chiesto dalla società dopo aver ottenuto faticosamente l’ammissione al concordato in continuità.
Intanto gli uffici regionali restano ancora in attesa che venga formalizzato dalla curatrice il progetto per la gestione della discarica di Ischia di Crociano, con previsioni legate alle autorizzazioni di coltivazione tali da rendere l’impianto economicamente sostenibile, e per le quali c’è già un’offerta, mentre è attesa anche un’altra proposta. Per chi da ieri è di fatto in Naspi i primi pagamenti arriveranno solo a settembre: un disastro se si considera che l’ultimo stipendio, quello di maggio, lo hanno percepito a inizio giugno. I sindacati per loro lavorano per un accordo che preveda per 24 mesi la riassunzione dei dipendenti licenziati in caso di passaggio della discarica ad altri soggetti, pubblici e privati che siano.
L’unico commento, iri a tarda sera, è stato di Riccardo Gelichi, uscito nei mesi scorsi dalla giunta Ferrari e portavoce di ”Ascolta Piombino”, secondo cui «niente di nuovo per chi conosce le procedure fallimentari ma la notizia fa male e fa arrabbiare. Solidarietà ai lavoratori e questo ci sembra il minimo. Il rifiuto di governare il tema aperto delle discariche piombinesi e il goffo tentativo di deresponsabilizzazione della politica. Alla fine vince il populismo. Spero ci possa essere una svolta nel percorso fallimentare anche se, comunque vada, dopo, il territorio si troverà in una situazione peggiore di quella che ha trovato, già piuttosto drammatica».
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