Il Tirreno

il delitto di via Cellini 

Omicidio Arduini, s’incrociano i dati tecnici e le testimonianze

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Omicidio Arduini, s’incrociano i dati tecnici e le testimonianze

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PIOMBINO. Anche ieri i carabinieri hanno lavorato – sul campo e nei laboratori – per arrivare alla verità sull’omicidio di Nicola Arduini, l’ex commerciante 77enne ucciso nella sua casa di via Cellini 13, forse a colpi di martello.

Sono passati cinque giorni, e gli investigatori hanno accumulato una gran mole di dati, testimonianze, elementi.

Dati – specie quelli la cui elaborazione è in corso, relativi ai rilievi effettuati nell’appartamento di via Cellini e all’esame dei tabulati telefonici – che vanno però verificati e incrociati per dar loro un senso.

Non ci sono dichiarazioni da parte degli investigatori e della Procura, perché l’indagine non è semplice, come sembrano pensare in molti, ma si sta rivelando anzi piuttosto complessa.

Arduini infatti era sì ai domiciliari, ma è stato verificato che nella sua abitazione non di rado riceveva delle visite, senza considerare il fatto che per alcune ore aveva la possibilità di uscire di casa, così che le sue relazioni non sono limitate ai contatti telefonici emersi dall’esame in corso.

L’ipotesi di fondo resta dunque quella di un omicidio non premeditato, ma frutto di un violento litigio con una persona che Arduini doveva conoscere, visto che la porta di casa non presenta segni di scasso.

Certo è che chi lo ha ucciso lasciandolo sul pavimento di cucina in un lago di sangue, anche se non era arrivato in via Cellini con quell’intenzione, non è fuggito subito da casa, mettendo a soqquadro la camera da letto in cerca di qualcosa a cui evidentemente teneva moltissimo.

In questi giorni è attesa poi l’autopsia affidata al dottor Luigi Papi che chiarirà l’orario della morte e l’arma usata per il delitto.

(cloz)

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