Attenzione
Non piace lo stop alla movida a mezzanotte
I gestori dei locali si piegano alle regole. Ma le chiusure anticipate specie nella settimana clou sono difficili da digerire
Luigi Cignoni
PORTOFERRAIO. Opinioni contrastanti fra i gestori di esercizi pubblici in darsena medicea. In merito all’ultima ordinanza dal sindaco di Portoferraio, Angelo Zini (che è anche presidente della conferenza zonale della sanità), con cui si prescrivono nuove misure di contenimento per contrastare la diffusione virale.
Tutti concordano che bisogna fare qualcosa. Impegnarsi di più per circoscrivere i casi di positività al Covid (24 solo venerdì). Se da una parte non c’è niente da eccepire nell’indossare la mascherina all’aperto, quando non viene garantito il distanziamento di almeno di un metro fra le persone, sul fatto che alle 24 debbano cessare musica e vari intrattenimenti negli esercizi pubblici e nelle varie strutture ricettive sul territorio sono in molti a torcere la bocca. «In darsena – è il ragionamento prevalente – non ci sono le stesse modalità della movida di altri famosi luoghi di villeggiatura».
Insomma viene giudicato eccessivamente rigido l’obbligo di terminare gli intrattenimenti a mezzanotte. Probabile che quelli più contenti siano i proprietari degli appartamenti le cui finestre si affacciano in darsena e sulle piazze del centro.
Dice Angelo Martorella, gestore del bar Massimo nella zona portuale: «Comunque sia, a noi il provvedimento non colpisce più di tanto, visto che chiudiamo attorno alle 21. Però stiamo molto attenti alla mascherina indossata e al distanziamento fra le persone. Bisogna anche dire che quest’anno si registra davvero un’impennata di gente che prima non si era vista, soprattutto giovani».
Alle 24 le luci si abbassano anche nel ristorante “La Stella marina” di Vittorio Autorino. Dice infatti la moglie Patrizia che gestisce insieme a marito il ristorante: «Noi ci atteniamo scrupolosamente alle regole e al rispetto delle norme perché vogliamo quanto prima uscire da questa situazione. Invitiamo i clienti a attenersi scrupolosamente alle disposizioni. Da parte nostra abbiamo sistemato i tavoli in maniera distanziata come prescrive l’ordinanza, poi disponiamo di molto spazio all’aperto per cui c’è da stare tranquilli».
I gestori di enoteche, locali alla moda e notturni in darsena e all’interno delle mura, sembrano più critici. Dicono di capire l’importanza del provvedimento e il rischio che si potrebbe correre se ci si comportasse diversamente. Ma abbassare le saracinesche proprio a mezzanotte, quando il popolo della notte comincia a vivere, è una pillola difficile da far mandare giù. Specie nei fine settimana.
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