Gioco
Come un diario del borgo Ottant’anni di comunità raccolti in quattro volumi
Questa sera la presentazione dei quattro volumi curati da Angelo Pagliaro alle ore 21 nella cornice di piazza D’Annunzio
suvereto. Quattro volumi più un’appendice, raccolti nel cofanetto “Diario di un borgo, Suvereto”. È la storia della comunità, dai primi anni Quaranta al 2020 curata, senza la pretesa dello storico, con metodo e passione da Angelo Pagliaro. Stasera la presentazione alle ore 21 in piazza D’Annunzio, dietro il palazzo comunale.
«L’amore per il paese dove sono nato e abito – dice Pagliaro – mi ha spinto ad avventurarmi nella realizzazione di una raccolta di oltre 1.200 pagine illustrate che ha l’ambizione di riportare, per quanto possibile e con ricerche durate sei anni, le cronache suveretane a partire dai primi anni ‘40 fino al 2020. Poi c’è un’appendice con gli indici generali degli anni e dei nomi citati per una migliore ricerca».
Alla presentazione parteciperanno la sindaca Jessica Pasquini e l’assessore Andrea Morelli, i giornalisti Fiorenzo Bucci e Michelangelo Pasquinelli e gli ex sindaci Rossano Pazzagli (dal 1995 al 2004), Giampaolo Pioli (2004-2014) e Giuliano Parodi (2014-2019). Prima di loro avevano ricoperto la carica gli scomparsi Dino Cionini (1946-1970), Arnaldo Bernardeschi (1970-1980) e Walter Gasperini (1980-1995).
«Consapevole di non essere uno storico – afferma Pagliaro –, mi sono limitato a registrare anno per anno, fatti, personaggi ed eventi accaduti nel nostro comune, seguendo il filo della nostra identità e specificità come individui e comunità inserita in un contesto più ampio. La mia è perciò una storia narrata e non spiegata. L’intento è nato dalla convinzione che far parte di una comunità significa anche conoscerne la storia, non scordare i momenti, le tradizioni, le persone che l’hanno animata e il loro esempio. Dimenticare o non raccontare ai più giovani, significa rischiare di essere cittadini anonimi che poco o nulla sanno del posto dove vivono e, quindi, più facilmente possono essere indotti a disinteressarsene. Fortunatamente la comunità suveretana, le sue istituzioni, le associazioni, hanno sempre dimostrato un forte attaccamento alla propria terra e alle tradizioni che la contraddistinguono, curandole e valorizzandole tanto da poter essere fieri di sentirsi parte di una storia che ci appartiene, che trasuda da ogni via, da ogni vicolo, da ogni piazza, da ogni pietra di questo meraviglioso borgo».
Nei quattro volumi ogni anno si apre con un breve riferimento alla storia nazionale a cui seguono gli avvenimenti, riportati giorno dopo giorno, raccogliendo le notizie apparse sui giornali locali e quelle raccolte direttamente dall’autore che l’ha spesso vissute direttamente, corredandole di foto dell’epoca.
«Nel volumetto finale che fa da appendice, oltre ai riferimenti per una facile consultazione dei volumi – prosegue l’autore –, ho dato spazio alle attività commerciali, professionali e agricole del territorio che, con il loro determinante contributo, hanno permesso la realizzazione della raccolta. La parte finale è dedicata alle associazioni di volontariato, che rappresentano la linfa vitale della comunità, uno strumento fondamentale di socializzazione e partecipazione per ogni fascia di età, alcune delle quali operano per scopi di solidarietà, benessere e utilità sociale». Che conclude: «Una citazione particolare va alle associazioni venatorie, tradizionalmente molto radicate nel nostro territorio, che hanno anche il compito di far conoscere e indurre il cacciatore a giusti comportamenti. Ho così riportato le squadre dei cacciatori di cinghiali, ovvero i “cinghialai”, la cui attività affonda le radici nella tradizione toscana».
M.P.
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