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Mamma tartaruga risale la spiaggia tra lo stupore di baristi e clienti

Luigi Cignoni
Mamma tartaruga risale la spiaggia tra lo stupore di baristi e clienti

Un grande esemplare di Caretta caretta ha tentato  di deporre le uova davanti al bar La Scogliera a Morcone

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Luigi Cignoni

CAPOLIVERI. Una tartaruga marina ha risalito la spiaggia di Morcone per deporre le uova. Ma poi ci ha rinunciato. È accaduto il 2 agosto, intorno alle 22,30. «Il personale del bar La Scogliera a Marcone – rivela Legambiente – è rimasto a dir poco sorpreso nel vedere un grosso esemplare di tartaruga Caretta caretta uscire dal mare per cominciare a risalire decisa la spiaggia illuminata da un faretto e dirigersi verso il muro che sostiene la terrazza del bar/ristorante. Mamma tartaruga aveva scelto un tratto di spiaggia libera, appartato e riparato da una grande scogliera che lo difende dalle onde, con un ottima sabbia per scavare e depositare le uova».

Corretto ed esemplare il comportamento dei gestori della Scogliera. Appena si sono resi conto di cosa stava accadendo hanno spento le luci che illuminavano la spiaggia. Hanno addirittura chiesto ai clienti di allontanarsi per non disturbare la tartaruga marina. «Era uno splendido e grosso esemplare – dice Legambiente – che ha continuato a ispezionare a lungo l’area che aveva scelto. Ma che alla fine, dopo aver “saggiato” la sabbia, ha deciso di non nidificare».

Questo, dopo quello alla Foce a Marina di Campo il 18 luglio, è il secondo tentativo accertato del 2021 di deposizione di uova di una tartaruga all’Elba. In questo periodo a Legambiente sono arrivate diverse segnalazioni di tartarughe avvistate in mare vicino alle coste elbane e di Pianosa. Intanto i volontari di Legambiente, in collaborazione col parco nazionale, continuano a ispezionare all’alba le 8 spiagge elbane più “vocate” alla ricerca di tracce di tartarughe marine. Il Cigno verde isolano invita bagnini, operatori turistici, elbani e turisti a fare molta attenzione alle tracce che si trovano la mattina presto sulle spiagge e, in caso possibile nidificazione, avvertire subito Legambiente arcipelago toscano (340 7113722) inviando via WhatsApp anche le foto che attestino il possibile approdo di una tartaruga marina.

Ecco un vademecum da ricordare nel caso di tracce di nidificazioni. Avvertire subito Legambiente (340 7113722) e la Guardia costiera (1530). Non avvicinarsi alla tartaruga mentre risale la spiaggia. Si può fotografare la tartaruga da distanza ma dopo che ha iniziato lo scavo. A nidificazione avvenuta e dopo che la tartaruga è ritornata in mare, individuare il perimetro dello scavo e delimitandolo senza infilare bastoni per non danneggiare le uova. Spostare eventuali lettini e ombrelloni, prima dell’arrivo dei turisti e transennare con un perimetro di sicurezza di almeno 3 metri. Impedire il passaggio di mezzi usati per la pulizia della spiaggia e non rastrellare il sito. Avvisare il proprietario o concessionario dell’area e se possibile aspettare l’arrivo dei volontari di Legambiente e della Capitaneria di Porto. Legambiente ricorda che la manipolazione dei nidi può avvenire solo da parte di autorizzati.

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