Il Tirreno

Il green pass parte senza problemi Non sarà utilizzato per i traghetti

Giuseppe Boi Stefano Bramanti

La certificazione di avvenuta vaccinazione anti Covid-19 ha un impatto minimo, se non assente, su turisti ed elbani 

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Giuseppe Boi

Stefano Bramanti

Portoferraio. Un avvio “morbido” e senza particolari problemi, nonostante i timori. Ieri, 6 agosto, il primo giorno di applicazione della normativa sul green pass sull’isola d’Elba non sono emerse difficoltà e/o polemiche. Un po' per la buona volontà degli elbani – a partire dai tanti vaccinati – e dei turisti pronti a mostrare il certificato verde dove richiesto. Un po' perché molte attività nell’isola si svolgono all’aperto. Il risultato è che l’impatto della certificazione introdotta per contenere la diffusione del Covid-19 e rendere più sicuri luoghi pubblici e aperti al pubblico è stato minimo.

«Qualcuno si è presentato senza, gli abbiamo detto che non poteva entrare e si è allontanato senza problemi», spiega una dipendenti della cooperativa Cisse davanti all’ingresso della Reggia de’ Mulini. La fila davanti alla dimora napoleonica è identica a quella di ogni giorno, l’unica differenza è che i turisti mostrano il green pass su un foglio o sul loro telefonino. Sembra un paradosso ma l’unica novità è proprio per chi gestisce gli ingressi. Non solo perché oltre alla misurazione della temperatura deve controllare il certificato verde, ma perché hanno dovuto scaricare l’applicazione per le verifiche sul loro cellulare personale: «Non ci è stato fornito nessuno strumento, ci siamo dovuti arrangiare».

Si sono in un certo senso arrangiati anche molti baristi e ristoratori. Tanti non hanno nemmeno scaricato l’applicazione per effettuare le verifiche perché non ne avevano bisogno. Gran parte delle attività elbane hanno infatti spazi all’aperto e molti gestori, anche per «evitare di fare gli sceriffi», hanno deciso di non utilizzare i posti all’interno «che comunque rimanevano puntualmente vuoti anche prima dell’obbligo del green pass», spiega un ristoratore. Chi continua ad ospitare i clienti all’interno è, invece, Nedo Martorella del bar Massimo in calata Italia: «E non me ne sono pentito. Per essere il primo giorno è andata benissimo: tutti hanno il green pass».

Impatto minimo anche negli alberghi. «Rispetteremo questa regola come rispettiamo tutte le altre – spiega Alessandro Gentini dell’associazione albergatori –. Io viaggio in Europa, ho usato il green pass e mi sono trovato benissimo. Ho verificato che agevola ogni movimento. Lo ritengo molto utile, ma non risolve tutti i problemi. All’Elba dobbiamo continuare a rispettare le regole, siamo organizzati, non abbiamo problemi che si sono avuti nel resto d’Italia. Dobbiamo continuare ad andare avanti così».

E il green pass no n dovrebbe creare problemi neanche quando sarà obbligatori anche sui trasporti (salvo diverse indicazioni dal 1° settembre), «Non ci sono provvedimenti particolari per l’ingresso all’Elba – assicura Angelo Zini, sindaco di Portoferraio e presidente dell'assemblea dei sindaci in fatto di sanità –. A partire da settembre saranno introdotto nuove norme per le scuole e per i trasporti, ma solo su quelli a lunga percorrenza. Il collegamento in traghetto tra Piombino e l’isola d’Elba non dovrebbe essere soggetto a queste disposizioni. Quindi non ci sarà alcun green pass per arrivare da noi».

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