Il Tirreno

Capoliveri 

Costa orientale, ancora fiamme Brucia un’area verde a Norsi

Giuseppe Boi
Costa orientale, ancora fiamme Brucia un’area verde a Norsi

Fiamme all’alba di ieri nella macchia: il sospetto è che sia opera di un piromane L’intervento rapido della macchina antincendio e di un elicottero limita i danni

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Giuseppe Boi

Capoliveri. Ancora un incendio nella zona orientale dell’isola. Ancora una volta il sospetto che dietro le fiamme ci sia l’uomo. Ieri ad andare in fiamme è stata la vegetazione nella zona di Norsi, sopra la strada provinciale che porta a Capoliveri. Ciò che fa sospettare che il fuoco sia stato acceso con una precisa volontà è l’orario in cui è scattato l’allarme: poco prima delle 6 del mattino. Insomma, all’alba o quasi. Di certo non un orario ideale per un’autocombustione.

L’incendio è scoppiato vicino a delle case isolate in una zona di macchia mediterranea in cui sono presenti anche dei pini. Ancora una volta il sistema di allarme messo su da istituzioni e associazioni di volontariato elbane si è dimostrato efficace. Anche ieri i danni del rogo sono stati contenuti grazie a un intervento immediato da parte della macchina antincendio operante sull’Elba.

L’intervento massiccio di più mezzi e operatori (vedi box a destra) – sostenuti anche dai lanci d’acqua effettuati da un elicottero – ha permesso di domare le fiamme in poche ore. Già nelle prime ore della mattinata le fiamme erano spente e i soccorritori hanno cominciato le operazioni di bonifica per scongiurare il rischio che il fuoco ripartisse.

In contemporanea sono partite le indagini per capire cosa abbia determinato l’innesco del fuoco. Come già scritto un incendio scoppiato all’alba fa nascere più di un sospetto. A tutto questo si aggiunge il fatto che gli incendi scoppiati nelle scorse settimane sono quasi tutti scoppiati per mano dell’uomo. Il tenente colonnello Stefano Cipriani, a capo dei carabinieri forestali del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, la scorsa settimana ha confermato al Tirreno come la quasi totalità dei roghi del mese di luglio siano di origine dolosa e che ad accenderli potrebbe essere stata più di una persona.

L’Arma effettua le sue indagini con ricognizioni sui luoghi dove si sono sviluppate le fiamme per ricostruire la dinamica. Un’attività decisiva soprattutto per effettuare rilievi sul punto di innesco. Per poter avere più elementi possibili vengono prese in considerazione tutte le informazioni a disposizione, comprese alcune immagini girate dagli elicotteri intervenuti durante l’emergenza. La visuale dall’alto consente infatti di individuare il punto da cui sono partite le fiamme.

Insomma si indaga a 360 gradi per smentire o confermare il sospetto che le aree verdi dell’isola d’Elba siano nel mirino di uno o più piromani.

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