Lutto
Riapre all’ospedale l’ambulatorio per i malati di diabete
Sono oltre 2800 gli elbani seguiti per questa patologia La malattia in crescita costante anche sul territorio isolano
Stefano Bramanti
PORTOFERRAIO. L’associazione diabetici dell’Elba ha ripreso la propria attività presso l’ospedale di Portoferraio. Ogni martedì dalle 9,30 alle 11,30 i volontari sono disponibili per informare su una malattia subdola, che purtroppo si diffonde.
Un ambiente al primo piano del nosocomio di san Rocco, a pochi passi dell’ambulatorio di diabetologia gestito dalla dottoressa Giovanna Villani, insieme all’altro medico Giuseppe Viccica. E la specialista informa che sono seguiti oltre 2800 pazienti isolani. Una cifra non indifferente e come lei stessa dice «in Italia e nel mondo, sono in continuo aumento le persone colpite dal diabete, in particolare quello di tipo 2, il più comune. E avanzano anche i casi di donne che incappano in questo problema durante i nove mesi di gestazione».
In Italia sono circa 4 milioni gli afflitti dal diabete, con quello di tipo 1, detto anche insulino-dipendente, sono solo l’8% dei casi, mentre il diabete tipo 2 coinvolge il 90% dei colpiti da tale malattia. E tante persone non sanno di esserlo perché non effettuano esami medici ad hoc e quindi la situazione diventa sempre più problematica.
La dottoressa Villani spiega che «il nostro servizio di diabetologia segue oltre 2800 pazienti elbani, 1370 uomini e 1450 donne. Abbiamo un ambulatorio che si occupa anche del piede diabetico, una complicanza della malattia a carico della circolazione sanguigna e del sistema nervoso periferico, per cui agisce con noi anche un podologo. Ogni settimana eseguiamo un percorso per lo studio delle complicanze della malattia. Il nostro team è composto da due medici, un’infermiera, un podologo e una nutrizionista, in quanto la malattia del diabete richiede una dieta da osservare per contenere la malattia».
«E siamo pure alle prese col diabete gestazionale – prosegue – in collaborazione con le ostetriche dell’ospedale, vediamo che anche questo aspetto è in crescita e il rischio aumenta con l’età maggiore della partoriente. In generale noto che circa il 20% delle donne gravide sono affette anche dal diabete, una malattia però limitata a quel periodo dei 9 mesi. Essendo i parti annuali intorno ai 280 ad oltre 50 nuove mamme capita il diabete. A tali donne si attua una educazione alimentare, ed è offerto loro un glucometro per la misurazione della glicemia. Inoltre ogni 15 giorni vengono controllate da noi diabetologi, dall’ostetrica ed anche dalla nutrizionista».
Il diabete senza dubbio, informa la dottoressa, ha un forte impatto con la vita pubblica lavorativa e sociale. Capitano anche delle disabilità e talvolta aggravamenti complicati. I diabetologi si fanno quindi carico di questo complesso settore, svolgendo una rilevante funzione. «Il nostro ambulatorio agisce per tre volte a settimana – conclude Villani – e diamo molta importanza al controllo periodico e accurato dei livelli glicemici, mediante esame del sangue, per ridurre le complicanze. È determinante pertanto tenere sotto osservazione tali valori e parallelamente facciamo una importante azione su certe regole alimentari, per evitare che vengano assunti cibi in modo inappropriato. Non c’è niente di vietato, ma bisogna evitare di mangiare a dismisura, senza criterio. Prescriviamo movimento regolare dei diabetici, con almeno mezz’ora a di camminata al giorno».
E la dieta mediterranea, osservata rigorosamente, è sicuramente molto valida a tenere sotto controllo il diabete di tipo 2, unitamente all’essere seguiti dai medici, i quali possono assegnare pure farmaci antidiabetici quando serve frenare valori alti di glicemia.
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