Il Tirreno

prevenzione covid e nuovi obblighi 

Arriva il green pass con tante perplessità

Sara Chiarei
Arriva il green pass con tante perplessità

Piombino, gli operatori si dicono pronti ad applicare la nuova regola ma nona essere caricati di responsabilità che non gli competono

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Ci siamo, dal 6 agosto anche in Italia entra ufficialmente in vigore il Green Pass. Viene rilasciato in zona bianca trascorsi 15 giorni dalla prima dose di vaccino, a completamento del ciclo vaccinale (validità 9 mesi), presentando l’esito di un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti oppure in caso di avvenuta e comprovata guarigione (validità 6 mesi). Diversamente il Green Pass europeo prevede che la persona si sia sottoposta ad entrambi le dosi e per chi intende viaggiare all’estero la raccomandazione è partire informati, tramite agenzia di fiducia oppure controllando il sito della Farnesina, poiché le regole cambiano di paese in paese.

Dal 6 agosto molte attività sono chiamate ad affrontare il banco di prova così come dovrà munirsi di Certificazione Verde chiunque intenda recarsi in un ristorante e bar al chiuso (non occorre però per il servizio al bancone) in palestra, alle sagre, fiere, centri termali, parco giochi, sale giochi, cinema, teatri, musei, o ancora se si intenda partecipare a eventi culturali o sportivi o concorsi pubblici. Ad oggi non occorre il Green Pass per recarsi in chiesa.

«Siamo dell’idea che le attività non debbano chiudere - sottolinea Vincenzo Cananzi, presidente Confesercenti- se il Green Pass può servire a questo ok. Ciò che contestiamo è il fatto che si gettino grandi responsabilità sulle spalle delle attività chiedendoci di comportarci come un pubblico ufficiale. Il fatto è che la App di riconoscimento del Green Pass è facilmente aggirabile, è infatti sufficiente far girare delle copie per depistarla. Ecco perché dovremmo chiedere anche il documento di identità ma qui si rischia di violare la privacy».

Alla nuova realtà si devono adeguare anche le sagre che non potranno servire i clienti sprovvisti. «Ho scaricato la App e dal 6 agosto posizionerò un cameriere all’ingresso a scansionare i Green Pass- dice Massimo (Maso) Giorgi, Pizzeria Tonino- mi aspetto che qualcuno sia disinformato oppure finga di esserlo. Nel mio locale ho tre sale interne quindi, specie a fine estate, gran parte dei clienti dovranno possedere la Certificazione che alla fine può rivelarsi un modo per garantire maggiore tranquillità a tutti, compresi noi che lavoriamo. Il problema sarà passare dalla teoria alla pratica specie in piena estate».

C’è poi chi si è prenotato per ricevere la prima dose ma, soprattutto la fascia più giovane, deve aspettare il proprio turno che non arriverà in alcuni casi prima di settembre. «Poniamo il caso che io sia costretta causa maltempo – dice Virginia Demi del ristorante “La dispensa dei desideri: il colore del Grano” nel borgo di Populonia - a spostare all’interno clienti che avevano prenotato fuori, se uno di loro è sprovvisto di Green Pass cosa dovrei fare, mandarli via? Arrivare a questo punto senza un’adeguata informazione è una follia, è stata fatta una legge senza considerare la sua inapplicabilità».

Caso particolare è anche quello dei Dune Beach Club, a Perelli, dove il discorso non riguarda il ristorante trovandosi all’aperto, ma si pone per gli eventi. «Noi il venerdì facciamo dj set e musica dal vivo - dice Claudio Serratore - quindi chi entra nel cocktail bar deve essere munito di Green Pass. Facendo invece una serata bar normale, con solo musica in diffusione, non occorre certificazione. Penso che perderemo un 40% di persone ma non possiamo fare altrimenti. Non ci è stato dato il tempo per adeguarci».

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa