Il Tirreno

Residenze napoleoniche, la svolta Orari di apertura raddoppiati

Residenze napoleoniche, la svolta Orari di apertura raddoppiati

Trovato l’accordo fino al 10 ottobre per la Reggia dei Mulini e Villa San Martino. Costo: 40.976 euro

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PORTOFERRAIO. Da oggi, 5 agosto, e sino al 10 ottobre le residenze napoleoniche dell’Elba (Reggia de’ Mulini e Villa di San Martino) saranno aperte al pubblico con un orario di visita ampliato per soddisfare le esigenze dell’utenza nella stagione di maggior afflusso turistico e valorizzare le memorie legate alla permanenza di Napoleone nell’isola nella ricorrenza del bicentenario della sua morte. Lo rendono, noto in un comunicato congiunto, l’ufficio comunicazione e promozione del Polo museale della Toscana e l’ufficio cultura del Comune di Portoferraio.

Il nuovo orario (raddoppio delle ore di apertura dei musei aperti mattina e pomeriggio) è frutto dell’accordo di siglato tra la direzione regionale musei della Toscana del MiC e il Comune di Portoferraio, delegato dei comuni elbani anche per la gestione associata del turismo. L’accordo ha come oggetto la valorizzazione dei Musei nazionali promuovendone l’interesse culturale e turistico grazie a personale messo a disposizione dal Comune, nel rispetto delle caratteristiche dei luoghi.

Si definisce così il percorso di un progetto a lungo accarezzato dall’ente comunale e solo in questa legislatura portato a termine. Si era iniziato a parlarne nella passata amministrazione. Ma solo con la giunta Zini il progetto è stato realizzato. Saranno i dipendenti della cooperativa Cisse a essere utilizzati, affiancati ai custodi nel controllo delle operazioni e controllo degli accessi bei musei nazionali napoleonici, per un impegno di spesa per il comune di 40mila e 976 euro.

«L’accordo siglato con il Comune di Portoferraio – dice Stefano Casciu, direttore regionale del Polo museale della Toscana – e messo a punto anche col supporto della Direzione generale musei fa seguito a un forte impegno della Direzione regionale sui due musei durante i lunghi mesi del lockdown, che ha previsto tra l’altro la risistemazione dei giardini, l’ammodernamento e il potenziamento dei sistemi di illuminazione, in particolare quello della facciata di Villa San Martino e, sempre in quest’ultima, la risistemazione della serra a vapore acqueo realizzata agli inizi del ‘900 da Adolfo Coppedè, per la coltivazione delle piante tropicali. L’accordo di valorizzazione, un strumento previsto dal Codice dei beni culturali nell’ambito delle attività istituzionali della Direzione regionale, reso possibile grazie all’impegno del Comune di Portoferraio, è quindi particolarmente importante per la restituzione alla comunità e ai numerosi visitatori che affollano l’Isola d’Elba della piena godibilità dei luoghi napoleonici» .

«È con grande soddisfazione – aggiunge il sindaco di Portoferraio, Angelo Zini – che prende avvio l’accordo di valorizzazione, firmato con la Direzione regionale musei della Toscana, che garantisce l’estensione degli orari di apertura delle residenze napoleoniche e di conseguenza l’ampliamento dell’offerta culturale per i nostri ospiti. Ciò è stato possibile grazie alla condivisione di tale progetto da parte dei miei colleghi sindaci che hanno garantito il supporto economico, accordando l’utilizzo dei proventi della tassa di sbarco, per la messa a disposizione di personale affiancato ai dipendenti ministeriali. Mi auguro che per i prossimi anni si possano trovare soluzioni alternative, con l’intervento e l’impegno del Ministero della Cultura, per garantire la massima fruizione dei musei nazionali».

Ecco, dunque i nuovi orari di apertura a partire da oggi. La villa rustica di San Martino è aperta il martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, dalle 9 alle 18, 30 (ultimo ingresso alle 18); domenica e giorni festivi dalle 9 alle 13,30 (ultimo ingresso ore 13). La Reggia napoleonica de’ Mulini resta aperta il lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato dalle 9 alle 18,30 (ultimo ingresso alle 18); domenica e festivi dalle 9 alle 13,30 (ultimo ingresso alle 13). In ottemperanza alle disposizioni di contrasto al Covid-19 l’ingresso è contingentato a un massimo di 25 persone in compresenza all’interno del museo. –

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