Gioco
La benzina torna disponibile nei rifornitori di tutta l’isola
Portoferraio. La “crisi energetica” elbana è stata superata. Nella giornata di martedì e nella mattinata di ieri gran parte dei rifornitori dell’isola sono rimasti senza benzina. A causa di un guasto alla Moby Ale le autocisterne con il carburante sono rimaste bloccate a Piombino. Il prefetto ha autorizzato Tuscany Lines e Moby a utilizzare, in deroga, il traghetto Stelio Montimoli della Toremar. La nave è attraccata a Portoferraio intorno alle 13 di ieri e nella tarda serata quasi tutti i rifornitori dell’isola potevano distribuire di nuovo la benzina.
Intanto l’episodio ha fatto tornare d’attualità la questione dell’approvvigionamento del carburante sull’isola. «È bastato un guasto a una nave per mettere in ginocchio i distributori di carburante rimasti senza rifornimenti nel momento di maggiore flusso turistico della stagione con gravi danni all’immagine turistica dell’isola – sottolinea Corrado La Rosa, titolare di Elbana petroli –. E allora ci vengono in mente le richieste, le precisazioni, le raccomandazioni che sin dal 2019, ma maggiormente l’anno scorso, abbiamo rivolto a tutte le associazioni in particolare agli enti pubblici locali, provinciali, regionali, invitandoli a valutare bene i rischi di un progetto di approvvigionamento energetico dell’Isola, che per coprire il fabbisogno del territorio intendeva utilizzare il trasporto su gomma e il traghetto, in sostituzione del deposito costiero di Elbana petroli».
«Purtroppo altri interessi hanno prevalso e l’Elba dal 2020 è approvvigionata con le modalità proposte da una filiera di società e persone, che operano certo non in nome degli interessi degli elbani – prosegue La Rosa –. Oggi, davanti a questa situazione i nostri amministratori dovrebbero prendersi qualche responsabilità anziché affannarsi a chiamare emergenza una situazione che hanno creato quando hanno scelto di avallare decisioni scellerate per l’isola, che mai in 60 anni aveva vissuto simili disastri, con i turisti infuriati e i diportisti fermi a banchina, a piangere sulle vacanze perdute. Tutto questo ha dei precisi responsabili, i quali anziché fare gli eroi e cercare l’ennesima autorizzazione in deroga, avrebbero dovuto far ricorso al contributo di esperienza ed al buon senso di chi tutto questo l’aveva previsto. Intanto a pagare è l’Elba». —
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