Italia
Legambiente: «Il ripascimento ha danneggiato le tartarughe»
L’associazione fa il punto sulle nidificazioni degli esemplari di Caretta caretta Il comune elbano esempio negativo per «aver realizzato una spiaggia artificiale»
Giuseppe Boi
Campo nell’Elba. Da una parte la notizia positiva: «Mai così tante nidificazioni registrate ai primi di agosto, mai così tanto a nord nel mar Mediterraneo». Dall’altra quella negativa: «La Caretta caretta, quotidianamente esposta a insidie e pericoli di varia natura, rappresentati in primis dalle attività dell’uomo». E qui Legambiente chiama in causa l’Elba, per la precisione il comune di Campo nell’Elba accusato di “ostacolare” la riproduzione della tartaruga marina con il ripascimento della spiaggia.
La critica di Legambiente (secondo il comune di Campo priva di fondamento, vedi box a destra) arriva nel comunicato stampa inviato ieri alla stampa per fare il punto delle iniziative a tutela delle tartarughe marine. La nota è stata inviata da Roma, per la precisione dall’addetto stampa Valentina Barresi, e rilanciata dalla sezione elbana dell’associazione ambientalista.
Il Comune di Campo nell’Elba è citato tra gli esempi negativi insieme al Comune di Leni in provincia di Messina. L’amministrazione del paese sull’isola di Salina è criticato per un «ripascimento dell’arenile di Rinella che ha comportato il riempimento di una spiaggia dalla fine sabbia nera (caratteristica dell’arcipelago di origine vulcanica delle Eolie e patrimonio dell’Unesco, ndr) con del ghiaietto acuminato dell’Etna, vanificando i tentativi di nidificazione di una tartaruga Caretta caretta».
Accusa simile a quella avanzata per «gli interventi di ripascimento effettuati su litorali sabbiosi e di sassi dell’Isola d’Elba». Nello specifico Legambiente contesta l’utilizzo di mezzi pesanti «come nel caso di Marina di Campo, dove è stata realizzata una spiaggia artificiale che ha determinato la creazione di gradienti impossibili da risalire per una tartaruga marina».
Al di là di queste contestazioni il quadro generale delineato da Legambiente è positivo per le tartarughe marina che vivono nelle acque italiane. «Sono 179, dall’inizio dell’estate al primo agosto, i nidi di Caretta caretta censiti da un capo all’altro della penisola – scrive l’associazione ambientalista –. Un numero di deposizioni di uova oltre le aspettative, se si pensa che nel 2020, a fine stagione, se ne contavano in tutto 250».
Legambiente Italia elogia infine i “Tartawatchers”, vale a dire i volontari formati dall’associazione per riconoscere e difendere i nidi delle tartarughe marine. Delle sentinelle presenti anche all’Elba dopo essere stati formati nei mesi scorsi in corsi specifici realizzati nella riserva di Mola. —
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