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La paura dell’anziana morta d’infarto «Prima o poi la vicina di casa mi uccide»
Portoferraio. Aveva paura Rita Mortula. Temeva di morire. E non per l’età, sebbene avesse 90 anni, o per problemi di salute, soffriva di normali acciacchi ma era del tutto autosufficiente. L’anziana era convinta che prima o poi la vicina di casa l’avrebbe uccisa. E domenica scorsa, quando ha visto le fiamme, l’anziana ha subito temuto il peggio. Sarà l’autopsia a stabilire se la sua morte è collegabile o meno al rogo acceso dalla vicina di casa. Di certo la 90enne è morta per infarto, ma dall’esame medico dipenderà anche il possibile capo di imputazione: l’eventuale traccia di fumo nei polmoni dell’anziana potrebbe aggravare la situazione.
Di certo quella di Rita Mortula non era una fobia o una fissazione, ma un sentimento maturato negli anni e rafforzato dalle continue minacce ricevute. Provocazioni rivolte dalla sessantenne all’anziana così come agli altri condomini della casa popolare in via Sghinghetta a Portoferraio (vedi l’articolo in alto). «Prima o poi vi uccido», gridava spesso la sessantenne. E Mortula la prendeva in parola. «Quella riuscirà ad ammazzarci», continuava a ripetere a chi la conosceva. Proprio questo continuo stato di timore e tensione potrebbe averle provocato l’infarto che la ha uccisa domenica scorsa.
Un malore che la ha colpita dopo i momenti di paura vissuti quando, intorno alle 18, nella casa della vicina è scoppiato l’incendio. L’anziana ha da prima sentito l’odore del fuoco che brucia mobili e oggetti. Poi ha cominciato a vedere il fumo uscire dalla finestra dei vicini e passare sotto la porta di ingresso. Quindi il rumore sempre più forte dell’incendio e la temperatura che aumentava anche nel suo appartamento.
Un crescendo di situazioni di pericolo durato pochi minuti. L’intervento dei vigili del fuoco è stato quasi immediato. Tuttavia la paura è stata sufficiente a causare a Mortula un infarto. I soccorritori della Pubblica assistenza Croce verde di Portoferraio, intervenuti con un’ambulanza con il medico del 118 a bordo, in un primo momento sono riusciti a rianimare l’anziana. La hanno quindi trasferita in codice rosso all’ospedale di Portoferraio dove è morta nonostante gli sforzi e i tentativi di salvarla dei medici del pronto soccorso.
Ieri la famiglia dell’anziana (contattata dal Tirreno) ha preferito rimanere in silenzio. Così come hanno preferito non commentare i fatti anche altri residenti nelle case popolari di via Sghinghetta. A 24 ore dall’incendio la tensione era ancora alta. Tutti sapevano quale era la situazione. In molti avevano ricevuto minacce e ora si chiedono perché Comune e Asl non siano intervenuti nei confronti della donna sospettata di aver acceso il rogo. E poi c’è il dolore per l’anziana morta di crepacuore per un motivo che per tutti resta assurdo da capire. –
G. B.
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