Il dolore
Jsw, l’accelerazione chiesta da Todde non c’è
Per ora cade nel vuoto l’appello rivolto agli indiani e a Jsw per una scaletta dei tempi sugli investimenti a Piombino
PIOMBINO. La viceministra Alessandra Todde era stata categorica, al termine del vertice di giovedì scorso sulla vicenda di Jsw Italy. «Ci aspettiamo che vengano comunicate delle date certe per il proseguimento delle trattative sul rilancio dello stabilimento toscano».
Il messaggio, fin troppo chiaro, era rivolto al gruppo indiano e a Invitalia, che dovrebbe entrare nella società con il 49 per cento delle quote. «Serve una scaletta dei tempi subito», aveva detto Todde invitando l’azienda a farle avere una tabella di marcia certa già venerdì, al termine dell’incontro in programma fissato tra la stessa Jsw e Invitalia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.40563891:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2021/08/03/news/dal-piano-che-manca-al-dilemma-del-forno-cinque-punti-oscuri-sulla-ex-lucchini-1.40563891]]
«È un passo necessario per riacquistare credibilità nei confronti delle parti sociali», aveva detto la Todde senza girarci troppo intorno. E dunque? Sono passati cinque giorni e, al momento, questa benedetta scaletta dei tempi non c’è. O, almeno, non è stata comunicata agli interessati, a partire dai sindacati. Insomma, neanche la strigliata della Todde sembra essere servita a dare un’accelerata ai tempi. Ma, secondo le informazioni che stanno circolando in queste ore, qualche novità potrebbe arrivare il prossimo fine settimana, quando il gruppo indiano e Jsw Italy dovrebbero firmare il memory of understanding promesso nel corso del tavolo ministeriale dal vice presidente Marco Carrai. Di che si tratta? Di una sorta di accordo con il quale Jsw e Invitalia metteranno nero su bianco gli impegni reciproci, tempi e modalità di investimento su Piombino. In particolare su due aspetti cruciali. Il primo è l’intervento, la priorità per l’azienda, di un revamping dei treni di laminazione, in particolare il treno rotaie, con un accordo di compartecipazione all’investimento da parte di Invitalia. Il secondo aspetto, invece, riguarda l’ingresso della stessa Invitalia nel capitale di Jsw, con una quota pari al 49 per cento. Nel corso del tavolo ministeriale si è parlato di due diligence in corso, di valutazioni in itinere con particolare riferimento al valore dell’azienda. Valutazioni che, hanno fatto notare i sindacati, si davano come in corso già un anno fa. E il forno elettrico? Se ne riparla. Prima l’accordo con Invitalia, che a Piombino si attende da un pezzo. Venerdì scorso un nuovo vertice tecnico tra il gruppo indiano e Invitalia in effetti c’è stato: vedremo nei prossimi giorni se sortirà qualche effetto e scalfirà il muro di assuefazione ai ritardi che ormai, a Piombino, pare invalicabile. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
