Gioco
Norma Parenti e il filo con le storie del borgo in ricordo dei partigiani
suvereto. È “ripartita” la Festa dell’Unità di Suvereto col seguito evento in occasione del centenario della nascita di Norma Parenti, l’eroina medaglia d’oro della resistenza, figlia della suveretana Roma Camerini. Gli interventi hanno confermato i legami e la presenza dell’eroina a Suvereto, la cui vita è stata tracciata da Antonella Cocolli.
La madre di Norma era infatti Roma Camerini, nata a Suvereto nel 1888, figlia di Celestino abitante in via dell’Indovino 9, in fondo a via San Leonardo (Rotaio). A 16 anni Roma conobbe e sposò Estewan Parenti un volterrano stabilitosi a Suvereto per lavoro, hanno quattro figli, Iris, Aston, Fedora e Ovidio e restano a Suvereto fino al 1917. Trasferitisi in un podere vicino a Monterotondo, nacque Norma, e due anni dopo la famiglia si sposta a Massa Marittima dove Roma aprirà la famosa trattoria non lontana dal duomo. Poi l’incredibile tragica storia della figlia Norma come staffetta tuttofare partigiana che, per la sua forte fede cristiana e per la libertà, non aveva paura di nulla e nessuno fino alla provocazione dei nazifascisti che gliela fecero pagare con la vita, proprio poche ore prima dell’arrivo degli alleati in città.
«L’altra figura suveretana che si ricollega a Norma – osserva Cocolli – è l’indimenticato arciprete don Angelo Biondi, frequentando da brava cristiana la chiesa di San Pietro all’Orto dove era la sede dell’Azione cattolica che la vide in prima linea nell’assistenza ai bambini e ai poveri». La ricercatrice ha tracciato la figura di don Biondi (veniva dai “ragazzi del’99”), insegnante in seminario e oggetto di “attenzioni” non certo amichevoli delle squadracce fasciste. Poi da parroco a Suvereto divenne punto di riferimento del Cln e, facendo suonare le campane l’8 settembre, fu ricercato come primo della lista da eliminare, costringendolo alla macchia. Un alto appoggio del clero locale alla resistenza, ha sottolineato Cocolli, venne insieme ad altri sacerdoti come don Ugo Salti a Follonica, don Ivon Martelli a San Vincenzo, don Ivo Micheletti a Piombino.
Nel suo intervento Nadia Pagni, presidente Anpi di Massa Marittima, ha ricordato una sua intervista al nipote di Roma cui era stato dato il nome del nonno Celestino: «Insieme a Roma c’era Maria, Aurelia, Remo e Romolo, io ero figlio di Remo e si stava tutti a Suvereto avendovi un officina di fabbro fino al dopoguerra, con Norma che veniva spesso a Suvereto perché d’età con le mie sorelle». Le conclusioni sono state di Pier Nello Mannelli autore di un libro sulla Resistenza nell’Alta Maremma, che ha parlato della Brigata Garibaldi del comandante partigiano Mario Chinnici, dei partigiani suveretani nella banda del “Caglio”, dal nome del covo vicino a Suvereto.
La festa prosegue stasera e domani per riprendere il prossimo fine settimana. Questa sera alle 21 torneo di Burraco classico. Alle 21,30 il dibattito “Crisi e prospettive di sviluppo della Costa e della Val di Cornia”, col consigliere regionale Gianni Anselmi, il segretario di federazione Pd Val di Cornia - Elba Simone de Rosas, la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati e Martina Nardi presidente della commissione Attività produttive della Camera. —
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