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insediamento turistico  

I posti letto alla Sterpaia all’esame della Soprintendenza

I posti letto alla Sterpaia all’esame della Soprintendenza

Il ministero scrive ai promotori dell’appello contro la struttura ricettiva nel parco «Una volta espressi, i pareri saranno condivisi con la Direzione generale»

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PIOMBINO. È sotto la lente della Soprintendenza la Variante generale al piano strutturale dei Comuni di Campiglia e Piombino.

Lo comunica la segreteria particolare del ministro ai Beni culturali e ambientali, Dario Franceschini rispondendo ai promotori dell’appello per la salvaguardia del Parco della Sterpaia che ne chiedevano il coinvolgimento.

Fare un caso nazionale, e su questo stanno lavorando anche le associazioni ambientaliste, di un atto urbanistico che tra gli altri elementi, prevede la realizzazione di un insediamento turistico-ricettivo di 3.700 metri quadri di superficie edificata per circa un centinaio di posti-letto, oltre ai servizi balneari. Tutto all’interno del bosco della Sterpaia. Dentro quella stessa area pubblica acquisita dal Comune negli anni ‘90, a costo di espropri e confische e dopo la demolizione di ben duemila costruzione abusive.

Dal team del ministro si aggiunge: «La Soprintendente, architetto Esmeralda Valente, precisa che le determinazioni da rilasciare ai sensi dell’art. 21 della Disciplina del Piano di indirizzo territoriale (PIT) della Regione Toscana saranno tempestivamente condivise con la superiore Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio».

L’appello, lanciato da urbanisti, ambientalisti, storici e altre autorevoli personalità della cultura, ha ricevuto numerose adesioni anche dai cittadini (appellosterpaia@gmail.com).

Il testo ne descrive le caratteristiche ambientali che presentano elementi di rarità, protetti proprio dalla condizione di parco. Di parco “riconquistato” alla speculazione immobiliare e al degrado ambientale grazie all’azione del Comune.

A far emergere le previsioni della variante sono stati i volontari di Legambiente che vedono la stessa volontà di favorire un turismo «invasivo e massificato» nelle scelte urbanistiche alle Fabbricciane e Torre Nova, con il condono degli abusi.

«Lì – ha reso noto per prima l’associazione – si prevede la riconversione a fini turistico-ricettivi delle aree e soprattutto tanta nuova edificazione: campeggi e villaggi che andranno a costipare la già fragile e affollata spiaggia di Baratti».

Una politica definita «dissennata di attacco al territorio» che contrasta «non solo con tutte le logiche di pianificazione vigente, ma anche con le più avvertite misure di marketing turistico, che al contrario, richiedono ed esaltano luoghi dove la natura e il paesaggio sono perfettamente conservati».

La questione sta dividendo le forze politiche, con il centro-destra che difende la variante, Rifondazione comunista, Cinque stelle e Pd che la osteggiano mentre Amare Piombino è favorevole ad un insediamento turistico-ricettivo all’esterno dell’area delimitata dal parco. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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