Attenzione
Rabbia e delusione dei sindacati «Impegni generici, come un anno fa»
Musi lunghi e tensione davanti alla portineria dello stabilimento «I tempi delle promesse in bianco sono finite»
PIOMBINO. Musi lunghi, tensione e delusione. Molta delusione. È il clima che ieri pomeriggio si respirava davanti alla portineria della fabbrica, a poche ore dall’ennesimo tavolo ministeriale finito con un sostanziale nulla di fatto e con una serie di impegni generici messi sul tavolo. I responsabili dei sindacati hanno spiegato l’esito dell’incontro ad alcune decine di lavoratori riuniti in assemblea. Chi si aspettava notizie chiare non poteva essere contento. Non lo ha nascosto, durante il tavolo ministeriale, il segretario provinciale della Fiom, David Romagnani: «Siamo al punto di un anno fa, questo tavolo è stato convocato con due mesi di ritardo e ancora siamo di fronte a impegni generici – racconta – nessuno ci dice quale mercato questo stabilimento dovrebbe aggredire. Né si capisce il motivo per cui il forno elettrico non sarebbe sostenibile: questa fabbrica ha perso 4,7 milioni di euro in tre mesi limitandosi a trasformare l’acciaio arrivato dall’India. I lavoratori sono stanchi – aggiunge Romagnani, usando parole simili a quelle usate dal segretario nazionale Fiom Gianni Venturi – le prime casse integrazione scadranno a settembre, i salari saranno a rischio, a quel punto la tensione sarà diversa».
Delusione anche per il segretario nazionale Fim, Valerio D’Alò, e Paolo Cappelli della Fim Cisl di Piombino: «Ancora pochi passi in avanti – dicono – il nodo fondamentale del forno elettrico non è stato ancora sciolto, per cui ancora troppe le nubi sul futuro dell’acciaieria. Anche la breve proroga delle concessioni portuali dimostra la mancanza di un piano industriale logistico che sarebbe necessario». Le dichiarazioni di azienda e governo su Jsw sono «ancora troppo generiche» per Guglielmo Gambardella e Lorenzo Fusco, rispettivamente coordinatore nazionale Uilm per la siderurgia e segretario responsabile Uilm Piombino: «Se la vice ministro Todde non avesse preteso dai rappresentanti aziendali e di Invitalia, come da noi richiesto, un’accelerazione sui tempi ed una tabella di marcia sulle cose da fare, avremmo espresso un giudizio negativo sull’incontro di oggi – sottolineano – Ci ha lasciato perplessi la richiesta avanzata da azienda e istituzioni locali di revisione dell’accordo di programma senza avere un’idea di progetto di sviluppo complessivo del territorio, a partire da un piano industriale che salvaguardi siderurgia e occupazione come previsto dall’attuale accordo». Per il segretario nazionale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera, e del vice segretario, Daniele Francescangeli «i tempi delle promesse in bianco sono finite, ci affidiamo al ministro Giorgetti e alla viceministra Todde». —
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