Sicurezza
Soltanto un assaggio di Medioevo ma tanti applausi
Un grande successo per le tradizionali rievocazioni storiche organizzate in forma ridotta per le restrizioni anti-Covid
suvereto. Un “assaggio” di Medioevo è stato riservato ai visitatori di Suvereto anche in tempo di pandemia e con nuove minacce all’orizzonte. Il programma tradizionale era quello delle serate medievali che vedevano una sorta di ritorno del centro storico a quei secoli, con illuminazione abbassata, bettole dove si mangiava all’antica nei modi e nel menù, per non parlare della cena medievale nel Chiostro e la sfilata per la rievocazione della concessione della Charta Libertatis.
Tutto questo richiamava tantissima gente quasi da non camminare e ovviamente, e giustamente, non è stato né permesso né pensato dagli stessi organizzatori dell’Ente valorizzazione.
«Nella piazza dietro il palazzo comunale quest’anno si è concentrato il Medioevo di Suvereto – riassume Davide Giorgerini, uno degli animatori della serata insieme ai suoi Cavalieri di Ildebrandino – e, anche se in edizione ridotta, ora possiamo ben dire che anche con “Anno Domini 1201” si è registrato un successo oltre le attese. Vi era molta curiosità per il processo alla strega, uno spettacolo teatrale con fuoco, combattimenti a cura della nostra compagnia e la piazza D’Annunzio era gremita. Poi il rullo dei tamburi e il cerimoniere hanno annunciato l’arrivo del Conte, il corteo nobiliare ed i suoi armigeri. Il popolo ha offerto doni al signore che ha voluto concedere alla comunità suveretana una serie di franchigie sancite nella Charta Libertatis, mentre Baroncello, l’allora sindaco di Suvereto, ha pronunciato solenne giuramento. Dopo la rievocazione storica è stato servito del vino speziato ai presenti».
Il finale è stato un po’ la sorpresa gradita dal pubblico: «La serata ha raggiunto un crescendo di emozioni col “Processo a Rosaspina”, una curatrice, conoscitrice delle erbe, condannata al rogo per eresia perché donna orgogliosa e libera, vittima dell’ignoranza e della prepotenza di uomini del suo tempo. Occasione per parlare di violenza sulle donne, purtroppo ricorrenti nelle cronache d’oggi. Un applauso interminabile ha chiuso la serata e gli stessi Cavalieri sono rimasti sorpresi da tanto entusiasmo e partecipazione». —
Michelangelo Pasquinelli
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