Finanza
Lunghe code e proteste alla residenza de’ Mulini
Tanti visitatori in attesa di entrare alla reggia napoleonica e ressa alla biglietteria Il tutto nel giorno di chiusura dell’altra villa dell’imperatore: quella di San Martino
Luigi Cignoni
portoferraio. La fila di visitatori alla reggia napoleonica de’ Mulini arrivava fin quasi l’ingresso del forte Stella. Italiani, ma anche molti stranieri, ordinatamente in fila indiana hanno aspettato per ore il loro turno prima di entrare negli alloggi che ospitarono l’imperatore francese.
E non sono mancate le proteste sui social. Quando si ripetono le situazioni circostanziali che vedono da un lato le pessime condizioni meteomarine dall’altro la chiusura per turno della seconda residenza napoleonica, quella di San Martino, il prodotto finale è sempre lo stesso: ressa alle biglietteria de’Mulini. Che restano chiusi dalla domenica alle 13 fino alle 14 del lunedì successivo, quando riaprono (e martedì è giorno di chiusura). Non resta altro da fare che convogliarsi nel capoluogo elbano e affollare i supermercati oppure i musei. E quello de’ Mulini è l’attrazione principale, specie nell’anno in cui si celebra il bicentenario della morte di Bonaparte.
Che ci sarebbe stato un buon afflusso di persone era prevedibile, ma le critiche, specialmente sui social, non sono mancate. Anche perché i visitatori dicono di essere andati incontro a più di un’ora d’attesa, prima di approssimarsi alla biglietteria del museo nazionale. Oltretutto, per effetto Covid, i custodi autorizzavano l’entrata a gruppi non superiori di 25 persone a volta e fino a quando non usciva qualcuno, nessuno poteva entrare. Dunque i tempi si sono, com’era prevedibile, dilatati. «Tante accortezze e attenzioni – ha detto una signora in fila – e poi non si tiene affatto conto del distanziamento quando si è in fila lungo il muraglione».
Chi è in attesa spera nella presenza di alcune panchine per chi sosta sul capiente piazzale antistante l’entrata e, dato che ci troviamo in estate, si augura di trovare delle tettoie parasole per evitare scottature. E c’è chi lamenta l’assenza di un punto di ristoro, un distributore di acqua naturale o dei bagni pubblici.
Da una parte, i visitatori. Dall’altra, le guide turistiche, che sono pronte ad accompagnare gruppi. Pur con tutte le difficoltà del caso. Perché formare un gruppo è complicato: c’è chi sta in un punto della fila, chi in mezzo alla massa, chi infine in coda. All’interno delle sale è vietato parlare e quindi fermarsi. I luoghi consentiti alle spiegazioni sono il Salone delle Feste al primo piano o il giardino esterno.
E c’è, magari, chi preferirebbe avere la possibilità di utilizzare dei numeri, per far prima a gestire le attese. Insomma, qualche lamentela sull’organizzazione delle code e per la gestione delle visite c’è stato.
Del resto la residenza de’ Mulini è una delle mete culturali elbane più apprezzate. E nel bicentenario dalla morte di Napoleone, dopo mesi di chiusure per il Covid, era prevedibile che ci sarebbe stato un grande afflusso di visitatori. Ora all’orizzonte c’è la prospettiva del green pass. Vedremo che cosa succederà anche alla residenza napoleonica de’ Mulini. —
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