Finanza
«Rimateria è un fallimento per la giunta»
Critiche del Pd e Ascolta Piombino per la gestione del problema e per il silenzio sulla trattativa con Eco Eridania
PIOMBINO. Il quadro che sta emergendo sui possibili scenari post fallimento di RiMateria, con l’ingresso del privato Eco Eridania, è al centro delle valutazioni di Simone De Rosas, segretario della federazione Pd, e della portavoce di Ascolta Piombino, Monica Bartolini.
Da entrambi, attacchi duri alla giunta. De Rosas non ha dubbi: «Il percorso seguito dall’amministrazione, con alla testa il sindaco Francesco Ferrari, è stato completamente fallimentare. Una campagna denigratoria continua verso quell’infrastruttura che oggi appare di nuovo necessaria e utile, se non altro per non lasciare per strada quaranta famiglie che comunque non stanno percependo nessuna retribuzione (a proposito, non erano facilissimi da ricollocare i quaranta lavoratori?), e che è servita solo per rispondere alla pancia di una parte di elettorato».
Scomparsi dalla discussione, i prati verdi, le previsioni di parco pubblico. E questo renderebbe ancora più evidente «la presa in giro a cui è stata sottoposta la città con quella delibera di variante urbanistica che ha solo esposto l’ente a richieste di risarcimenti», prosegue De Rosas sottolineando che la prospettiva, per evitare disastri ambientali e occupazionali peggiori, potrebbe essere quella di affidarsi a un soggetto privato «che, probabilmente, presenterà o ha già presentato un piano industriale pressoché identico a quello proposto nell’autunno del 2019 e bocciato urbi et orbi dal sindaco».
Con una differenza definita gigantesca: «Il nuovo soggetto privato avrà mani libere. Nessuna assemblea dei soci dove far valere il disegno strategico di un territorio e la sua salvaguardia. Solo un’azienda che si occuperà di fare profitto con i rifiuti. Sarà questo l’unico risultato portato a casa da Ferrari. Escludere i Comuni e lasciare che sia un soggetto privato, senza controllo pubblico, a gestire la discarica. I comitati sono contenti»?
«Con l’aggiunta – chiude – della bizzarra circostanza che vede Pellati e Ferrari dialogare con un’azienda, una, mentre è in corso la procedura fallimentare».
Il Pd chiederà che Ferrari spieghi le ragioni di questo suo impegno e che qua e in Regione si produca ogni tentativo perché se ne occupino soggetti pubblici o partecipati che orientino finalità e limiti.
Monica Bartolini di Ascolta Piombino definisce l’incontro tra il sindaco e alcuni assessori con Eco Eridania «Niente di trascendentale. C’era da aspettarselo - dice – che un’azienda si proponesse per subentrare a un'altra fallita. Chi pensava che il fallimento fosse la soluzione aveva sbagliato completamente. Sbalordisce che sulla vicenda, il sindaco si limiti a un comunicato stringato, dove dichiara di aver chiesto al curatore fallimentare se esiste l’interessamento di aziende private per l’acquisizione».
Per Bartolini, questa sarebbe la dimostrazione che non solo si evita di commentare un fatto importante «ma che la vicenda non è mai stata governata, se non con iniziative populistiche inutili e dannose per la comunità ma soprattutto per l’ambiente».
«Il Comitato salute pubblica che ieri chiedeva spiegazioni sulla stampa già dopo alcune indiscrezioni, citando proprio Eco Eridania, oggi che tutto è più chiaro, tace, forse frastornato, oppure ancora privo istruzioni. Se il sindaco tace, – prosegue Bartolini – dell’assessore Carla Bezzini, subentrata alla capace Veronica Piacentini, che su queste vicende ha sempre tenuto un profilo in ombra, possiamo trovare su facebook soltanto un suo recente commento, caustico quanto generico, anche se non è certo che si riferisca alla vicenda in questione».
Perla portavoce di Ascolta Piombino, anche Bezzini, dopo essere stata tirata in ballo sulla stampa rispetto all’incontro con Eco Eridania, in quanto presente, di fatto, non smentisca e non commenti.
«Lascia perplessi e delude – conclude – che degli amministratori chiamati a spiegare ai cittadini se e come stanno governando questo delicato argomento, si limitino a fare i vaghi rimandando tutto alla Regione, quando sono evidentemente e naturalmente protagonisti di queste vicende». —
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